Toni Nadal: «Rafa e Federer temevano gli avversari, oggi non c’è nessuno che spaventi Sinner e Alcaraz»

Sul Paìs: "Ai nostri tempi da dietro arrivavano Djokovic, Murray e del Potro. Oggi quei due non hanno avversari e lo sanno"

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Spain's Carlos Alcaraz (R) and Italy's Jannik Sinner take a break during the men's singles final tennis match on day fifteen of the US Open tennis tournament at the USTA Billie Jean King National Tennis Center in New York City on September 7, 2025. (Photo by KENA BETANCUR / AFP)

“Credo che in questa stagione assisteremo ancora una volta a una dura battaglia per determinare chi vincerà il maggior numero di titoli del Grande Slam e chi finirà per essere il miglior giocatore dell’anno: Jannik Sinner o Carlos Alcaraz”. La facilissima profezia è di Toni Nadal, nella sua rubrica sul Paìs.

Lo zio-mentore-coach di Rafa Nadal ricorda che ai loro tempi non era così: “Nei nostri primi anni nel circuito, quando ho iniziato il tour tennistico in Australia con mio nipote, il nostro team faceva pronostici e simulazioni di scommesse su quali giocatori avrebbero occupato i primi posti in classifica a fine stagione e quali di loro ci avrebbero reso le cose difficili nel nostro tentativo di mantenere quelle posizioni privilegiate. Ricordo perfettamente come fossimo preoccupati non solo per i giocatori di punta che avevamo già affrontato, ma anche, e quasi soprattutto, per i giovani che vedevamo avvicinarsi con sempre maggiore forza e pericolosità da dietro: Novak Djokovic, Andy Murray e Juan Martín del Potro”.

“Non c’è stata una sola stagione in cui non ci siamo sentiti a disagio e, quindi, intensamente spinti a dare il massimo, a migliorare sotto ogni aspetto e a non vacillare di fronte alla sfida su questi due fronti: da un lato, quello che già conoscevamo, quello dei nostri diretti rivali con cui avevamo disputato le partite più decisive e le finali più combattute; e, dall’altro, la minaccia di chi si presentava con l’energia della gioventù e un talento innegabile”.

“Oggi, trovo difficile tracciare un parallelo con ciò che abbiamo vissuto, e tendo a pensare che Jannik e Carlos non siano affatto preoccupati per i giocatori che occupano le altre posizioni in classifica, né per quelli affermati né per i giovani che dovrebbero scalare la classifica. Se escludiamo Alexander Zverev, credo che abbiano poco di cui preoccuparsi se non la loro feroce battaglia l’uno contro l’altro”.

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