Dugarry: “De Zerbi è sopravvalutato, deve chiedersi se è capace di allenare a questo livello”

A Le Parisien dopo l'uscita del Marsiglia dalla Champions: "Quando lo sento in conferenza, lo trovo catastrofico. È sempre colpa degli altri. In lui non c’è alcuna autocritica, mai un dubbio su sé stesso."

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Brighton's Italian head coach Roberto De Zerbi reacts during the English Premier League football match between Brighton and Hove Albion and Crystal Palace at the American Express Community Stadium in Brighton, southern England on February 3, 2024. (Photo by Glyn KIRK / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /

La bruciante eliminazione Champions del Marsiglia ha aperto una profonda ferita nel club francese. Una ferita che, con tutta probabilità, non si rimarginerà in fretta. Ad analizzare il momento dei focesi ci ha pensato Christophe Dugarry, ex calciatore di Milan, Barcellona e appunto Marsiglia. Le sue parole a Le Parisien.

Marsiglia, l’opinione di Dugarry

Si legge su Le Parisien:

Questa eliminazione a Bruges è un incidente… o un fiasco annunciato?

Per chi conosce il calcio, non c’è mai nulla di annunciato. Il risultato finale è abbastanza incredibile. A dire il vero, non immaginavo che il Marsiglia  avrebbe subito tre gol a Bruges, anche se avevo dei dubbi su De Zerbi. 

Ognuno è libero, con i propri argomenti e la propria visione del calcio, di indicare i responsabili. Ho visto giocatori smarriti, assenti a tutti i livelli: tattico, tecnico. Ti chiedi come abbiano preparato la partita. Ci sono state carenze nella comunicazione. Qual è il ruolo di un allenatore?

Può spiegarsi meglio?

Il tecnico italiano è in carica da 18 mesi e gli stessi problemi si ripetono a intervalli regolari. Vi sorprende? Diciotto mesi sono un periodo lunghissimo nel mondo del calcio. I dirigenti hanno soddisfatto tutte le sue richieste sportive. Ogni volta che non ha più voluto un giocatore, hanno provveduto a cederlo. Spetta a lui far progredire i giocatori. Quando lo sento in conferenza stampa, lo trovo catastrofico. È sempre colpa degli altri: prima Greenwood, poi Pavard contro il Liverpool. In lui non c’è alcuna autocritica, mai un dubbio su sé stesso.

In trenta partite, De Zerbi ha messo in campo trenta formazioni diverse…

È inaudito. Forse sono stupido, forse non capisco niente e De Zerbi è un genio. Non ho mai allenato. Gioco a calcio da quando avevo 8 anni, ho fatto 16 anni nei professionisti con alcune partite in Nazionale e ho vinto qualcosa. Ma come può una squadra avere coerenza nelle sue prestazioni quando è diversa in ogni partita? È semplicemente impossibile.

Lo considera sopravvalutato?

Certamente ci si può porre la domanda. Io ho sempre più la mia risposta. Lo penso, sì, è sopravvalutato. Bisogna contestualizzare. Al suo arrivo era presentato come un futuro top coach. Ha fatto bene nei club precedenti. Qui c’è Marsiglia, con la Champions League e un ambiente molto particolare. Tocca a lui dimostrare che l’asticella non è troppo alta. Anche se lo trovo abbastanza sicuro di sé, con un ego molto importante, De Zerbi deve porsi l’obiettivo di chiedersi se è capace di allenare a questo livello. Non sto dicendo che un giorno non possa allenare il Real Madrid. In calcio nessuno può prevedere il futuro. Ma ciò che vedo da 18 mesi mi delude enormemente. Diciotto mesi per arrivare a questa partita a Bruges! Wow.

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