Vaciago: se non fosse per i 100 milioni, c’è una scintilla di lucidità nel nichilismo bianconero. L’eventuale Champions non cancelli errori e omissioni

Non hanno torto gli juventini che dicono: “meglio con Conte e fuori dalla Champions” (Tuttosport)
Il direttore di Tuttosport Guido Vaciago scrive il consueto editoriale all’indomani del pareggio della Juve per 1-1 sul campo della Lazio e scrive che non hanno tutti i torti gli juventini nichilisti, quelli che si augurano di rimanere fuori dalla Champions per ripartire con Antonio Conte in stile 2011.
Ecco cosa scrive Vaciago:
C’è una corrente del tifo juventino (di correnti ne ha più dell’Oceano Pacifico e della Dc degli Anni 70 messi insieme) che sostiene la mozione del «fuori dalla Champions, anzi fuori da tutte le coppe! Venga Conte e ricostruiamo in stile 2011». Come tutte in tutte le stagioni storte che si rispettino, l’emotività prende sempre il sopravvento sulla razionalità.
Ma, se non fosse per quella sciocchezzuola dei 100 milioni che ballano, forse c’è una scintilla di lucidità nel nichilismo bianconero
del “fuori da tutto”, perché va bene la generosità di una squadra che sta sputando l’anima nella lotta alla Champions e di un allenatore che l’ha resuscitata dall’apatia, ma è importante che l’eventuale quarto posto non cancelli errori, limiti e omissioni, così che dirigenti, allenatori e giocatori scampino un sacrosanto mea culpa (…grandissima culpa).
Ancora una volta, infatti, la Juventus è passata in vantaggio e si è fatta raggiungere. Sono 23 i punti persi così, in questo campionato. Un numero sgraziato nella sua enormità.
Tuttosport a marzo contro la mancanza di juventini veri in società
La Juventus, dopo la sconfitta per 4-0 contro l’Atalanta, sta vivendo ore di riflessione sul futuro del tecnico Thiago Motta. Ma, scrive Tuttosport, anche la società ha delle colpe.
Il quotidiano nell’edizione odierna:
Il 4-0 subito in casa è uno schiaffone di proporzioni bibliche per la Juventus, non si riscontrava da 58 anni. Una debacle che ha scosso la coscienza del tifo, tanto quanto il silenzio assordante della dirigenza. L’opinione pubblica si chiede come sia possibile l’assenza totale di una presa di posizione della società nel post-partita: una freddezza che si presta a a mille interpretazioni e che presta anche il fianco a chi potrebbe strumentalizzare quel distacco per evidenziare quanto Motta sia stato lasciato solo. E non è nemmeno la prima volta che succede; unica eccezione, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Empoli. In generale, l’opinione pubblica bianconera imputa alla società una mancanza di presenza e una generale assenza quando c’è da gestire questioni scomode e/o delicate, non solo quando c’è da spiegare una sconfitta o difendere l’operato di allenatore e squadra.
Quando sarebbe stato lecito aspettarsi una presa di posizione forte davanti alle telecamere, la dirigenza bianconera ha preferito soprassedere, lasciando nei tifosi la sensazione diffusa di un indebolimento a livello di immagine e peso politico. C’è mancanza di “juventinità” all’interno dell’attuale società. Chi si trova ai vertici della piramide, dal presidente Ferrero all’ad Scanavino, si è sempre esposto molto poco nelle dichiarazioni ufficiali, ha di solito affrontato tematiche legate all’equilibrio economico/finanziario. E lì si arriva a un’altra criticità: la campagna acquisti stagionale. I dubbi sorgono quando il rendimento dei tre acquisti più onerosi (Koopmeiners, Douglas Luiz, Nico Gonzalez), circa 150 milioni in totale, non è all’altezza degli investimenti. La sensazione è che le valutazioni sul progetto a fine stagione possono allargarsi e riguardare non soltanto l’allenatore.