L’allenatore fa i conti con il futuro, che torna a essere nebuloso. Questo è il calcio: se si capita nel posto sbagliato al momento sbagliato è un problema e va risolto

Oggi la gran parte dei quotidiani parla di “Fatal Verona” per la Roma. Altra sconfitta e profondo rosso per la squadra di Juric che però continua a ostentare calma e tranquillità inspiegabili. Il club dei Friedkin è undicesimo e deve più guardarsi alle spalle che osservare la vetta con il tentativo di raggiungerla. Il Messaggero parla di un Juric in stile Alice nel paese delle meraviglia, ma nei calciatori si vede malinconia e rabbia.
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La Roma di Juric sprofonda, adesso si guarda più indietro che avanti
Scrive il Messaggero:
La Roma sprofonda, e adesso si guarda più indietro che avanti. La vera rivoluzione è questa: dal sogno Champions al salvare il salvabile e sono passate solo undici giornate. Si va avanti così? Juric mostra la solita tranquillità, la spensieratezza di Alice nel paese delle meraviglie: la squadra – secondo lui – ha regalato la vittoria al Verona, anche grazie a una svista arbitrale. Nei volti dei calciatori si legge una certa malinconia, mista a rabbia: si discute, si litiga, ma la soluzione dei problemi sono sempre più lontani. Juric può godersi la prestazione appena appena sufficiente, ma incassa l’ennesimo risultato negativo (in trasferta la Roma non vince da aprile, a Udine, gol di Cristante), e fa i conti con il futuro, che torna a essere nebuloso. Questo è il calcio: se si capita nel posto sbagliato al momento sbagliato è un problema serio e va risolto.
I Friedkin temevano di avere le spie in casa
Quanto emerge dalle intercettazioni pubblicate dal Repubblica è alquanto scioccante; secondo quanto riferito infatti sembrerebbe che la società capitolina abbia richiesto la totale bonifica dei propri uffici durante i mesi di aprile e maggio del 2023, temendo di avere in casa propria delle cimici spia.
Nella fattispecie, Repubblica fa riferimento ad un’intercettazione telefonica tra l’ex poliziotto Carmine Gallo e Enrico Pazzali (titolare della società investigativa Equalize) dove dal primo viene esplicitamente riportato quanto segue dopo una conversazione avuta con i vertici della sicurezza della Roma: «Mi ha spiegato lui che la proprietà è americana, sono degli americani i proprietari della società e quindi, quando hanno cambiato un pochettino la sede e tutto e via… tramite, hanno affidato l’incarico a una società e si sono accorti che questa società stessa che doveva fare le bonifiche, loro stessi gli hanno messo qualcosa dentro per dire, abbiamo trovato, mentre in realtà l’hanno fatto per giustificare la loro presenza lì, ecco tutto insomma…»