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Klopp risponde ai tifosi del Dortmund per l’incarico alla Red Bull: «Non posso accontentare tutti»

Al podcast di Toni Kroos: «Non volevo offendere nessuno ma era chiaro, almeno per me, che non sarei rimasto fermo»

Klopp risponde ai tifosi del Dortmund per l’incarico alla Red Bull: «Non posso accontentare tutti»
Liverpool's German manager Jurgen Klopp reacts ahead of the UEFA Europa League round of 16 second leg football match between Liverpool and AC Sparta Praha at Anfield in Liverpool, north west England on March 14, 2024. (Photo by Oli SCARFF / AFP)

Jurgen Klopp ha cambiato lavoro. L’allenatore del 4-3-3 che attacca lo spazio, che ha fatto esplodere Salah e vinto una Champions (un’altra l’ha persa, in finale ndr) ha abbandonato – per adesso – la panchina per accasarsi con la Red Bull, col compito di aiutare il colosso a scegliere ancora meglio i suoi talenti, a conservarli, a farli sviluppare. Ciò non è proprio andato giù a tutti: molti suoi ex tifosi, in particolare delle sue ex squadre tedesche Mainz e Dortmund, lo avrebbero tacciato di ipocrisia, ritenendo che squadre come il RB Lipsia e il Salisburgo (ed altre) rappresentino l’iper-commercializzazione del calcio.

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Klopp parla al podcast di Toni Kroos

Parlando nel podcast di Toni Kroos, Klopp ha suggerito che era inevitabile che alcuni dei suoi ex sostenitori fossero contrari, ma ha dovuto considerare le migliori opzioni per lui:

«Non volevo offendere nessuno, assolutamente no. E amo tutti i miei ex club, ma non so davvero cosa avrei potuto fare per accontentare tutti. È sempre stato chiaro, almeno per me, che non sarei rimasto fermo. Poi è emersa la storia della Red Bull ed è stata un’opzione eccezionale, devo essere onesto su questo. Spero di poter portare calma in diversi modi e, in altre situazioni, valutare le cose correttamente aiutando gli allenatori.»

Specifica – molto bene a nostro avviso – il Telegraph, però:

«Durante la sua carriera da allenatore con Mainz, Borussia Dortmund e Liverpool, Klopp si è costruito una reputazione come “uomo del popolo. La realtà è sempre stata più complessa; l’allenatore tedesco conosce bene le particolarità della politica e degli affari nel calcio moderno. La sua ammirazione per Red Bull si basa sulla sua passione per lo sviluppo del gioco, dei giovani giocatori e degli allenatori – qualcosa in cui i club sotto la sua guida si sono specializzati, a differenza di quelli che acquistano giocatori già pronti.»

 

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