Capello: «In Italia i giocatori restano a terra dopo ogni contrasto, va bene anche ai tifosi»
Alla Gazzetta: «Il calcio italiano è lento, ha copiato Guardiola con dieci anni di ritardo. Zirkzee in Inghilterra non ha nemmeno il tempo di pensare»

Bildnummer: 06096759 Datum: 27.06.2010 Copyright: imago/BPI England manager Fabio Capello looks dejected Herren Fussball WM DFB Nationalteam Image number 06096759 date 27 06 2010 Copyright imago BPI England Manager Fabio Capello looks dejected
Capello: «In Italia i giocatori restano a terra dopo ogni contrasto, va bene anche ai tifosi»
«All’estero corrono, pressano e vanno in verticale. E un ritmo così serrato le italiane lo soffrono, lo abbiamo visto nelle ultime partite di Champions…».
Scusi Capello, ma non eravamo maestri nel pressare e andare in verticale?
«Eravamo, appunto. Poi…»
Che cosa è successo?
«Abbiamo iniziato a copiare Guardiola, ma con un ritardo di dieci anni, e i risultati sono questi. Andiamo più piano degli altri, il nostro possesso palla è spesso sterile, il pallone gira piano e male, abbiamo poca concretezza. È una strada che non ci ha portato da nessuna parte all’Europeo, e rischia di fare danni anche nelle Coppe. Eppure è chiaro dove va il calcio: persino la Spagna ha accantonato il possesso a tutti i costi per cercare la verticalità, ed è così che ha vinto l’Europeo. E il City di Guardiola tiene palla, sì, ma lo fa nella metà campo avversaria, non davanti alla propria area come succede in Serie A…».
Capello e la scarsa intensità del calcio italiano
È solo una questione di stile di gioco o c’entra la tenuta fisica?
«Il punto è l’intensità. Le squadre italiane, in Champions, vanno troppo piano perché sono abituate al ritmo della Serie A. Dopo la sconfitta del Bologna in casa dell’Aston Villa, ho chiesto a Italiano che impressione gli avevano fatto le due inglesi affrontate subito, Aston Villa appunto e Liverpool. Mi ha risposto: “Corrono, vanno più forte, hanno un altro passo”. Andate a vedere le partite di Zirkzee in Premier League e ditemi se vi sembra lo stesso giocatore che abbiamo ammirato a Bologna: in Italia faceva quello che voleva, in Inghilterra non ha nemmeno il tempo di pensare alla giocata che gli hanno già soffiato il pallone. Ecco, alle nostre squadre succede più o meno la stessa cosa»
Lei ha parlato di partite troppo spezzettate in Serie A.
«È così. Vedo continuamente giocatori che restano a lungo a terra dopo qualunque tipo di contrasto, e se l’arbitro prova a “velocizzare” protestano tutti, spettatori inclusi».