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«Quella volta che Ancelotti era così arrabbiato che tirò una pallonata in testa a Ibra»

Lo racconta il suo storico vice, Clement. “Al Real Ronaldo voleva giocare solo a sinistra, Ancelotti si inventò un doppio modulo apposta”

«Quella volta che Ancelotti era così arrabbiato che tirò una pallonata in testa a Ibra»
Real Madrid's Italian coach Carlo Ancelotti reacts during the Spanish Super Cup final football match between Real Madrid and Barcelona at the Al-Awwal Park Stadium in Riyadh, on January 14, 2024. (Photo by Fayez NURELDINE / AFP)

E basta con questa storia che Ancelotti è buono e non si arrabbia mai. Una volta, al Psg, nell’intervallo di una partita contro l’Evian era così furioso che “ha calciato un pallone e ha colpito Ibrahimovic in testa”.

Lo racconta in un’intervista al Sun Paul Clement, braccio destro di Ancelotti al Chelsea (2009-2011), al Psg (2012-2013), all’esordio al Real Madrid (2013-2015) e al Bayern Monaco (2016- 2017). “Quella è stata probabilmente la volta che l’ho visto in cui si è arrabbiato di più”.

In realtà Clement racconta che anche con Cristiano Ronaldo le cose non andavano lisce, e Ancelotti la risolse inventandosi un doppio modulo apposta per lui. “Al Real Madrid Carlo aveva un’idea di Cristiano Ronaldo come attaccante, e non era disposto a tirarsi indietro. Ha avuto un colloquio con Cristiano, che gli disse che preferiva giocare a sinistra… Carlo sapeva che doveva farlo sentire a suo agio, quindi ha incorporato due sistemi di gioco, un 4-3-3 con Ronaldo a sinistra, e poi un 4- 4-2 quando difendevamo, con Ronaldo davanti. Se ne vedono tante adesso, ma allora era piuttosto rivoluzionario. È bravissimo nel gestire le persone. Non solo giocatori rinomati, ma anche i proprietari delle squadre che ha posseduto: Silvio Berlusconi al Milan, Roman Abramovich al Chelsea e Florentino Pérez al Real Madrid. Si potrebbe scrivere un libro su questo argomento”.

“È molto freddo con se stesso. Sembra rilassato, ma questo non significa che non sia stressato dentro. Una delle doti più grandi di Ancelotti è la sua capacità di gestire la pressione e questo gli ha dato la sua longevità. Non puoi passare mezza partita al Real Madrid senza essere criticato. È implacabile”.

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