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Reina: «Il Barcellona non lo vedo così in difficoltà come dicono» (Corsport)

«Calzona ebbe meriti straordinari ai tempi di Sarri. Ma non è un mago: quante cose puoi fare con un allenamento? È una cosa strana, rara»

Reina: «Il Barcellona non lo vedo così in difficoltà come dicono» (Corsport)
Bergamo 30/10/2021 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Lazio / foto Image Sport nella foto: Jose' Manuel Reina

Pepe Reina intervistato dal Corriere dello Sport (a firma Fabio Mandarini) parla di Napoli-Barcellona due quadre del suo cuore. Nega che il Barcellona sia messo così male.

«Dicono, ma io non lo vedo mica così in difficoltà. Stanno facendo un lavoro straordinario: hanno vinto l’ultima Liga e sono ancora in corsa. Il Real va forte, sì, ma è terzo e può succedere di tutto».

Kvaratskhelia e Yamal.

Reina: «Eh! Questo è brutto. Due giocatori verticali che non hanno paura di puntare, saltare l’uomo, avanzare e creare. Loro fanno veramente la differenza in un calcio dove si sta perdendo il senso e il gusto dell’uno contro uno, alla Figo».

Chi preferisce?

«Un attimo. Kvara ha 23 anni ed è più fatto, più formato fisicamente, mentre Yamal ne ha 16: sarà un fuoriclasse spettacolare ma diamogli tempo, anche se nel Barça è quello che oggi incide di più».

Reina e i meriti di Calzona

Dries centravanti è un made in Calzona.

«Non fu l’unica intuizione: fece tantissime cose, all’epoca di Sarri. Ha meriti straordinari: un assistente con questi colpi ti dà una mano enorme».

Ora, però, saranno il suo Napoli e il suo 4-3-3.

«Diamogli il tempo giusto: preparare in un giorno una partita, peraltro di Champions contro il Barça, non è certo semplice. Mica è un mago: quante cose puoi fare con un allenamento? È una cosa strana, rara».

Le è mai capitato?

Reina: «Con la Nazionale: via Lopetegui a due giorni dal Mondiale in Russia. Cose che possono capitare, ma non è normale nel calcio. La Champions tra l’altro è importante per il Napoli e per il Barça: ci puntano, può salvare la stagione».

Inventò Mertens centravanti (Corriere dello Sport)

Francesco Calzona detto Ciccio, il nuovo allenatore del Napoli, ha un casale in campagna come Luciano Spalletti, il vecchio (e mai dimenticato) allenatore del Napoli campione d’Italia. Ad Arezzo, in Valdichiana, 119 chilometri da Montaione in Valdelsa, il regno dove Lucio scelse di cambiare gli scarpini scudettati con gli stivali da lavoro, prima che l’Italia chiamò.

Rappresentante di caffè

Rappresentante di caffè, in giro da mattina a sera per tutta la provincia con il furgone: una vita da mediano-sognatore, come quando giocava.

Ma l’amicizia con Maurizio crebbe proprio tra l’odore dell’espresso del bar consumato all’edicola del Fossati, suo compagno alla Castelnuovese, di fianco alla Casa del Popolo di Matassino, popolosa frazione di Figline Valdarno.

La Champions, lo scudetto sfiorato, i 91 punti, Mertens. Già: fu lui, a trasformarlo prima in falso nueve, poi in vero centravanti e infine nel principe azzurro del gol. Dries lo ha anche ringraziato pubblicamente. Geniale.

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