Le dichiarazioni del presidente Figc al termine dell’incontro con il ministro Piantedosi sul tema del razzismo negli stadi.

Oggi pomeriggio l’incontro organizzato dal ministro dell’Interno Piantedosi con il ministro dello Sport Abodi, il presidente Figc Gravina e il numero uno della Lega Serie A Casini. Obiettivo dell’incontro era presentare il progetto “Calcio Libero” e discutere della tematica del razzismo negli stadi. L’ultimo episodio è avvenuto ai danni di Maignan, portiere del Milan, durante Udinese-Milan.
Alla fine dell’incontro, Gravina ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Ansa. Il presidente della Figc ha ribadito l’importanza dei provvedimenti incisivi come il Daspo ma ha anche auspicato il ricorso a percorsi di recupero per chi si macchia di questi gravi gesti.
Le parole del presidente Figc Gravina
«Incontro positivo. Abbiamo delineato alcune idee e riflessioni che possono migliorare la qualità infrastrutturale, mi riferisco in particolare all’ipotesi d’inserimento del riconoscimento facciale. Abbiamo ribadito che le nostre norme sancite nell’articolo 62 delle Noif sono le più severe a livello internazionale. Il principio enunciato da Infantino (sconfitta a tavolino, ndr) è già previsto dalle nostre norme. Più complicato è poi applicarlo. Inasprire il Daspo? Io sono molto favorevole soprattutto all’idea del recupero. Il Daspo è sicuramente uno strumento che sta dando i suoi frutti. Quindi inasprirlo non so a cosa possa servire. A me piace più l’idea del Daspo, ma che sia accompagnato da un processo di recupero, di riabilitazione».
Razzismo: la maggior parte dei processi penali finiscono archiviati o assolti (CorSera)
Il Corriere della Sera nota come ai Daspo, spesso fa seguito anche la denuncia penale. Purtroppo però, i procedimenti giudiziari non arrivano quasi mai a sentenza.
Degli oltre seimila Daspo, circa 200 sono dovute a «condotte discriminatorie», e quindi insulti, cori e comportamenti che rientrano nella categoria degli eventi razzisti per il colore della pelle o appartenenza etnica o religioso.
Insomma, da un alto si condanna e dall’altro si assolve. Emblematico il caso dell’ultrà veronese che in un Hellas-Brescia insultò pesantemente Balotelli. Fu assolto allora e un mese fa “è stato condannato a 8 anni e 2 mesi per l’assalto alla sede della Cgil del 2021“”