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Gli arbitri vogliono querelare Le Iene, caso affidato a un pool di avvocati (Corsport)

Stamattina si riunisce l’associazione arbitri e raccoglierà le conclusioni dei legali. L’idea è quella di andare in tribunale

Gli arbitri vogliono querelare Le Iene, caso affidato a un pool di avvocati (Corsport)
Db Bergamo 23/11/2019 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi al Var, quando arbitrava

Gli arbitri vogliono querelare Le Iene, caso affidato a un pool di avvocati. Lo scrive il Corriere dello Sport

L’Aia, in una riunione che avverrà stamattina, raccoglierà le conclusioni alle quali il pool di esperti legali dell’Associazione, guidato da Di Stasio, è arrivato dopo aver visionato il filmato de Le Iene. L’idea, come vedremo, è quella di adire alle vie legali. 

Oggi l’Associazione Italiana Arbitri tirerà le fila sulle conseguenze del servizio de Le Iene, affidato alla Commissione esperti legali dell’Aia per capire che risvolti potranno esserci in tema di tutela. Le deduzioni arriveranno sulla scrivania del presidente questa mattina, l’idea però che circola nelle segrete stanze è quella di adire comunque alle vie legali. Anche in mancanza di “fumus boni iuris” – è il pensiero che circola a via Campania – «lo dobbiamo non tanto agli arbitri di serie A, tirati ingiustamente in ballo da una persona a volto coperto, ma per i tanti associati che nei week end vanno sui campi dei campionati dilettanti o giovanili» e già senza tutto questo strascico sono spesso oggetto di (indegna e incivile) violenza. Un appello alla Figc (e ai suoi giudici) e al mondo del calcio in generale, perché i 32.855 associati (non tutti ovviamente) possano sentirsi tutelati.

Arbitri, dopo Le Iene nessuno si fida più di nessuno (Corsport)

Arbitri, dopo il servizio de Le Iene nessuno si fida di nessuno. Lo scrive il Corriere dello Sport che fa il resoconto di una giornata ad altissima tensione tra gli arbitri. Giornata che si chiude con una call con i direttori di gara. Ecco cosa scrive il quotidiano sportivo.

Molti delusi, su tutti Mazzoleni e Orsato

Ecco il Rocchi in versione Al Pacino, nel ruolo dell’allenatore che motiva i suoi prima di una sfida decisiva per i play off: «Non molliamo un centimetro, io non mollo un centimetro, uno che sia uno da qui al 30 giugno. Non permetto a nessuno di infangare il lavoro nostro ma soprattutto non permetto a nessuno di infangare il lavoro vostro». Molti erano delusi. Carbone, Mazzoleni e Orsato su tutti: «Chi dissente senza mostrare la faccia non può essere un uomo e dunque, non può essere un arbitro»; «Siamo una squadra, non siamo un gruppo»; e una battuta «La Givova (lo sponsor dell’AIA) non darà più le felpe col cappuccio».

La sostanza è che vorrebbero non arbitrare (o fare il Var) con questo o quello, perché la fiducia dopo quello che è successo è venuta meno. Rocchi ha sfoderato il Denzel Washington di Remember the Titans, una storia vera di integrazione bianchi/neri ai tempi delle tensioni razziali in America: «Vi prego di guardare chi è accanto a voi come un fratello, anche se non lo è. Per me siete tutti innocenti, e se esiste il personaggio col cappuccio, verrà da me e dirà che ha fatto una cazzata. Possiamo andare avanti in un modo solo: mettiamo i coglioni tutti insieme. Andate in campo senza problemi, dritti e fate squadra. La nostra fiducia in voi è totale. Per fare una grande partita dovete essere in sei, non siete nessuno per giudicare».

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