Al Foglio: «I procuratori hanno rovinato il calcio italiano. Oggi, se sei protetto da quelli potenti giochi anche se sei più scarso di un altro»

Claudio Gentile, ex calciatore che vinse i mondiali nel 1982, ha rilasciato una lunga intervista al “Foglio”, dove parla della sua esperienza come allenatore della nazionale under 21. Gentile fa un attacco al sistema del calcio, che secondo lui favorirebbe i raccomandati.
La sua esperienza come allenatore
Esaltante è stato anche il suo cammino come allenatore della Nazionale Under 21. Campione d’Europa nel 2004 e bronzo olimpico nello stesso anno. Poi, però, le diedero, senza pensarci troppo, il benservito…
«Sono l’unico allenatore vivente ad aver vinto una medaglia olimpica, dopo l’oro conquistato da Vittorio Pozzo a Berlino nel 1936. Quella Nazionale, che segnava più gol e ne prendeva meno di tutte le altre, avrebbe dato alla Nazionale di Marcello Lippi sei giocatori: De Rossi, Gilardino, Amelia, laquinta, Zaccardo e Barzagli».
Come ringraziamento, la cacciarono…
«La mia vita è cambiata nello spazio di tre giorni. La Figc era stata commissariata. Il giorno della presentazione di Guido Rossi io ero l’allenatore designato della Nazionale maggiore. Il giorno successivo era ancora l’allenatore dell’Under 21 e quello dopo non ero più nulla. Fuori dai giochi. Fuori da ogni corsa. Per sempre».
Le ragioni dietro al suo licenziamento
A distanza di tanti anni, si è dato una spiegazione?
«Oggi l’Under 21 l’allena chiunque e non vince mai niente. Quello che è successo a me è una cosa grossa. Uno che ha ottenuto i miei stessi risultati, o qualcosa di simile, non l’hanno mai più trovato. Credo di non essere stato scalzato dalla Federazione, ma da qualcuno più in alto, dei poteri forti che agiscono e si muovono al di sopra del calcio. Mi hanno fatto fuori. Senza mai darmi uno straccio di spiegazione. A qualcuno non sarà piaciuto che non convocavo i raccomandati, ma solo i più meritevoli. Era una sollecitazione continua. I procuratori e le società mi chiedevano conto del perché non chiamassi questo o quello. Io andavo avanti, senza compromessi, per la mia strada. Non sono uno che abbassa la testa. Non mi sono rifiutato di marcare Maradona e Zico, nonostante non toccasse a me. Non erano ale sinistre e non rientravano, quindi, nella mia zona di competenza. Figuriamoci se abbassavo la testa di fronte a diktat più o meno mascherati».
Gentile sui procuratori
Una cosa è certa. Con i procuratori non ha mai avuto un grande feeling…
«Io non mai avuto un mio procuratore».
Una scelta che ha pagato?
«L’ho pagata sicuramente. Mi offrivano anche dei soldi, e non erano noccioline. lo dicevo no. Io non convoco i raccomandati, ma chi lo merita. I risultati erano dalla mia parte, ma non sono bastati».
In tutta sincerità, che cosa pensa dell’avvento dei procuratori e del ruolo che esercitano nel calcio del terzo millennio?
«L’ho già detto e lo ripeto qui. Non mi pento e non mi rimangio le parole. Non mi tiro indietro. I procuratori hanno rovinato il calcio italiano. Si, decidono anche chi deve scendere in campo. Oggi, se sei protetto da quelli potenti giochi anche se sei più scarso di un altro».