“Il protocollo viene corretto con la stessa frequenza con cui si cambiano le mutande. Basterebbe seguire un regolamento e principi comuni”

Caos Var, Zazzaroni: “Il calcio attuale è criptico, per pochi eletti: ha bisogno di essere sempre spiegato a posteriori”
La netta e sonora sconfitta del Napoli in Coppa Italia contro il Frosinone non ha alcuna attenuante. Subire 4 gol al Maradona somiglia ad una umiliazione. Al di là del mero risultato sportivo ci sono però da registrare gli errori arbitrali. Ieri un nuovo caso interpretato in maniera diametralmente opposta rispetto a casi simili accaduti in partite precedenti. Sul gol di Simeone, il Var richiama l’arbitro per un tocco di mano a inizio azione. Tuttavia, tra il tocco e il gol dell’argentino c’è il possesso del pallone del Frosinone. Okoli intercetta il pallone di Lindstrom e sceglie di giocare il pallone verso il proprio portiere. Oggi ne parla Zazzaroni sul Corriere dello Sport.
“Il calcio attuale è diventato addirittura criptico, meno pop, per pochi eletti: ha bisogno di essere sempre spiegato a posteriori dagli specialisti, ex arbitri non sempre intellettualmente liberi, autonomi. A rendere meno chiaro e fruibili lo sport più seguito dagli italiani è senza dubbio il protocollo. Viene corretto con la stessa frequenza con cui si cambiano le mutande. Gradiremmo che gli arbitri provassero a dirigere più o meno alla stessa maniera, seguendo un regolamento e principi comuni“.
Open Var, la trasmissione nata per spiegare le decisioni degli arbitri, si sta mostrando surreale. Zazzaroni scrive:
“Ho registrato le varie spiegazioni dei tecnici presenti nelle principali trasmissioni sportive, gli ex arbitri Graziano Cesari e Mauro Bergonzi, e per entrambi il tocco di mani di Bani in Genoa-Juve era da punire col rigore. Lunedì sera Rocchi ci ha invece spiegato che non lo era e che era stato “da protocollo” il mancato intervento del Var Fabbri poiché «non si trattava di chiaro ed evidente errore»”.
La cosa più sensata riguardo agli arbitri e al Var l’ha detta forse Allegri dopo l’1-1 contro il Genoa a Marassi. Parafrasando le sue parole, il Var è uno strumento usato e interpretato da uomini e per questo, per forza di cose, è un altro elemento soggettivo nel calcio.