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De Siervo risponde a Mourinho: «La Lega non fa “favori” a nessuno né è “contro” qualcuno»

L’ad della Seria A: «La Lega gestisce il calendario con professionalità ed equidistanza». Mou ieri: «Tanti sono arrivati nel calcio con il paracadute»

De Siervo risponde a Mourinho: «La Lega non fa “favori” a nessuno né è “contro” qualcuno»
Milano 15/12/2021 - red carpet film 'Diabolik' / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luigi De Siervo

Continua la querelle tra De Siervo e Mourinho. L’ad della Lega Serie A ha risposto alle parole del tecnico giallorosso dette in conferenza stampa. Mourinho, dopo la sconfitta contro l’Inter, aveva lamentato una scarsa considerazione nei confronti della Roma costretta a giocare troppo senza possibilità di recuperare bene.

Lamentele che non sono piaciute a De Siervo il quale ha etichettato le parole come dello Special One come alibi. In conferenza stampa, però, il tecnico portoghese ha alimentato la polemica. Mou ci prova a  dissimulare il suo atteggiamento polemico, ma è più forte di lui e finisce sempre con buttare benzina sul fuoco. E di certo, De Siervo, non usa il secchio con l’acqua. Dopo la conferenza stampa, l’ad della Seria A ha dichiarato:

«La Lega gestisce il calendario con professionalità ed equidistanza. È infatti di tutta evidenza che la Lega non fa “favori” a nessuno né tantomeno è “contro” qualcuno».

Le parole di Mourinho in conferenza stampa:

«Sappiamo prima dell’inizio del campionato il numero di partite che giochiamo. Ci sono squadre che hanno più potenziale per fare tutto questo, altre che ne hanno meno. Se noi abbiamo sei difensori centrali possiamo giocare anche ogni tre giorni perché possiamo cambiare. Se ne abbiamo 4 che diventano tre e poi due tutto è più complicato. Penso che la parola alibi nel calcio si utilizza più quando si perde, nel dopo. Non si utilizza prima. Noi parliamo del calendario, ma dall’inizio del campionato, non per la prima volta dopo il ko con l’Inter. Io capisco che nel calcio c’è tanta gente che è arrivata con il paracadute, non è il loro mondo. Vengono per status, per politica, per un bell’abito. A questo tipo di persone vanno rispettate per il loro status, ma non vale la pena commentare».

«Non sanno cosa sia giocare due giorni dopo o cosa fa la differenza. Oppure lo sanno e fanno finta di non saperlo e questo è più grave. Nella Lega calcio c’è anche gente con una storia di calcio, che ha lavorato con squadre e che conosce le difficoltà della stanchezza. Se il nostro club non fa questa domanda pubblicamente sono sempre io che mi devo mettere davanti a voi a parlare dello stesso e forse non dovrei».

 

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