Non credo nello scudetto del Napoli e vi spiego perché

Se il calcio fosse matematica il Napoli avrebbe ancora i favori del pronostico. Ma attorno al campo tante cose sono cambiate, troppe

il tweet di de laurentiis osimhen Napoli diritti tv Mondiale L'organizzazione di un'azienda di calcio

Db Dimaro (Tn) 24/07/2023 - amichevole / Napoli-Spal / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

In diverse chiacchierare sulla battigia, la domanda che “sulla carta” dovrebbe mettere il dubbioso ko è questa:
“Ma il Napoli è più scarso di Roma, Intér, Milán e Gliuvents? Simm’ e’ cchiù fort…”.

In teoria sarebbe vero. il Napoli sembrerebbe, ad un occhio superficiale, ancora la più attrezzata per concorrere per il titolo, ma i napoletani, come gli italiani, come si piccava di dire Montanelli: “non conoscono la storia”, e quando c’è da essere boriosi perdono anche l’ancestrale carica di scaramanzia. Eppure basterebbe tornare all’estate scorsa, quando per i soliti occhi superficiali sembrava la fine di tutto, per rendersi conto di quanto quanto l’affermazione, di cui sopra, sia suffragata da credenze primitive e conoscenze tribali.

Se il calcio fosse matematica, il Napoli avrebbe ancora i favori del pronostico. Ma proprio perché il calcio e la matematica sono due discipline agli antipodi è plausibile che quella appena iniziata sia destinato ad essere una stagione di enormi sofferenze per la difesa del titolo. Lo spogliatoio Eden del 4 giugno scorso è diventato un rovo di spine “contrattuali” che si intrecciano l’un l’altra. Troppi equilibri e troppe dinamiche sono cambiate.

L’artefice unico di questo radicale cambiamento di clima è il presidente. Finite (assaffà) le celebrazioni per la passata stagione tanti nodi sono venuti al pettine. Le questioni rinnovi, mancati arrivi e mancate partenze saranno un lungo strascico che non abbandonerà il Napoli.

Osimhen sta perdendo un gran tempo al Napoli. L’unica offerta realmente recapitata a Castelvolturno, respinta, era la combo (o pacchetto) di Kim ed Osimhen per 150 milioni di euro. Cento milioni dirottati poi su Harry Kane.

De Laurentiis aveva tutto il tempo di questo mondo. A marzo era campione d’Italia, in pectore. Poteva programmare mirabilmente la stagione appena iniziata. Ad oggi i punti cardine programmati per la stagione in corso sono:

1. Ad aprile con la famosa foto del Britannique ha strategicamente reso alleati i suoi più acerrimi contestatori, per vivere tranquillo, ma al momento ancora sotto scorta.

2. In diverse sedi prima di dare il via libera a Giuntoli non ha mancato di ridimensionarne i meriti. Vecchi vizietto del presidente, denigrare i traditori della causa partenopea.

3. Il conflittuale addio da Spalletti, che si trascinerà ancora a lungo non permettendo al Napoli di voltare pagina.

4. Le scelte di Garcia e Meluso, non si mettono in dubbio le qualità professionali, ma per rientrare nel grande giro entrambi avranno dovuto sacrificare qualcosa: il primo l’autonomia nell’utilizzo di Raspadori, il secondo ha potuto mettere a disposizione il proprio ruolo, arrivando ormai quando è quasi tempo di programmazione per la stagione 2024-2025.

5. Varie ed eventuali: contratto Elmas, nessuna cessione effettiva che ha bloccato le entrate, Diego Demme , al 26 agosto, ancora in rosa. Il famoso comunicato del 15 agosto, inizialmente sensato, si è rivelato essere un boomerang.

Se dopo questi dubbi siete ancora certi che il Napoli sia candidato al quarto scudetto, beh avete una fede incrollabile.

Correlate