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Lopetegui: «Il calcio d’élite è droga forte. Sarei un mediocre se vivessi per vendicarmi dell’esonero da ct»

Intervista al Guardian: «Mio padre era un campione di sollevamento pietre. Allenare è totalizzante, devi imparare a vivere con questa malattia»

Lopetegui: «Il calcio d’élite è droga forte. Sarei un mediocre se vivessi per vendicarmi dell’esonero da ct»
Colonia (Germania) 21/08/2020 - finale Final Eight Europa League / Siviglia-Inter / foto Getty/Uefa/Image Sport nella foto: Julen Lopetegui

Bellissima intervista di Lopetegui, allenatore del Siviglia, al Guardian. Intervista di Syd Lowe. Lopetegui racconta che suo pèadre era un campione di sollevamento pietre, che un promoter legato ad Al Capone voleva farlo diventare pugile dei pesi massimi. Suo fratello era un giocatore di pelota professionista. «Sono la pecora nera della famiglia, volevo fare il calciatore o il giornalista di calcio».

Rakitic ha detto di lui: “Quando torna a casa, sono sicuro che spiega la tattica a sua moglie e sua figlia”.

Lopetegui protesta:

«Se parliamo di calcio, è perché me lo chiedono. Ma poi aggiunge, ridendo: “Sono fortunato che per ora la mia famiglia mi accetti così come sono”. Intenso è la parola giusta per un uomo che termina le partite esausto come i suoi giocatori».

Allenare mi prende molto. Devi imparare a convivere con quella malattia; se non muori. Devi superare il più grande ostacolo, che è essere in grado di attirare la pressione e toglierla ai tuoi giocatori. La passione non è governata dall’età; ti adatti, migliori ogni giorno, cambi. Questo è ciò che ti permette di andare avanti. Il calcio d’élite è droga forte. La mia passione è sempre stata quella di allenare ad alto livello.

Di Lopetegui si ricorda ovviamente quando, ai Mondiali del 2018, fu licenziato dalla Spagna per aver già firmato col Real Madrid. Fu licenziato in tronco dal presidente della federazione Rubiales.

Per me è una questione superata. Tutto poteva essere gestito meglio. (…) Ma è un capitolo chiuso.

La migliore vendetta, dicono, è vivere bene.

“Ma sarei un uomo mediocre se fossi motivato dal voler dimostrare che le persone si sbagliano. La motivazione è dentro di te. Non affronti il giorno pensando: “Due anni fa…”. È la passione a spingerti. Questa è la buona energia; l’altro tipo di energia, onestamente, non mi piace. (…) C’è qualcosa di magico nel calcio: ogni giorno succede qualcosa che non ti aspettavi. Entro ogni mattina e dico: “Cos’è successo oggi? Perché c’è sempre qualcosa”.

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