Insigne: «Napoli-Verona fa ancora male, vogliamo ripagare la fiducia dei tifosi ed esprimere il gioco di Spalletti»

A Dazn: «La 10? Ho il mio numero 24, la 10 non si tocca, è stata la maglia di una leggenda che ci ha portati sul tetto del mondo, è giusto che rimanga nel cassetto»

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Napoli 26/09/2021 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Insidefoto/Image Sport nella foto: esultanza gol Lorenzo Insigne

Ai microfoni di Dazn, dopo la vittoria sul Cagliari, il capitano del Napoli, Lorenzo Insigne.

Cos’altro chiedere a questa serata?

«Il modo migliore per festeggiare le 400 partite era vincere e fare gol, ci siamo riusciti tutti assieme, dobbiamo solo stare con i piedi per terra e lavorare perché la strada è molto lunga».

Cosa provi quando il pubblico acclama il suo capitano?

«E’ un’emozione indescrivibile che ho sempre sognato, me lo sto godendo, sto cercando di ripagare la fiducia nelle prestazioni aiutando la squadra ad arrivare al risultato».

Durante il riscaldamento accanto al tuo nome è comparso il numero 10, cosa ne pensi?

«Ho il mio numero 24, la 10 non si tocca, è stata la maglia di una leggenda che ci ha portati sul tetto del mondo, è giusto che rimanga nel cassetto, è una maglia che non si può toccare ed è giusto così».

Sembra che vi divertite molto giocando.

«Prepariamo le partita in settimana con il mister che cerca di farci divertire e lavorare, perché così si vede in campo che lavoriamo in settimana. Da capitano dico che si deve stare tranquilli, con la testa bassa e lavorare, l’anno scorso ci siamo rimasti male per un punto alla fine e fa ancora male, i nostri tifosi si aspettano tanto da noi e dobbiamo ripagare la fiducia».

Che differenza c’è tra questo Napoli e quello di Sarri?

«Sono due squadre diverse e due allenatori diversi, cerchiamo di esprimere il gioco di Spalletti perché ci ha presi che l’anno scorso non abbiamo chiuso bene il campionato, sapeva che eravamo un po’ delusi per l’Europa League, e sta provando a tirarci su. Ha allenato grandi squadre e grandi campioni è giusto che seguiamo lui».

 

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