Veronica Squinzi: «Gestiamo il Sassuolo seguendo una regola, mai entrare nelle scelte tecniche»
Ad Avvenire: «I principi che i miei genitori hanno trasmesso a me e mio fratello sono fatica, talento, lavoro di squadra, entusiasmo, grinta e perseveranza nell’affrontare le nuove sfide»

Avvenire intervista Veronica Squinzi, amministratrice delegata – con il fratello Marco – della Mapei e vicepresidente del Sassuolo Calcio.
«Un incarico va nel segno della continuità: è stato il ruolo che ha ricoperto fino alla fine mia madre».
Racconta i principi che i suoi genitori hanno trasmesso a lei e a suo fratello per gestire l’azienda di famiglia.
«fatica, talento, lavoro di squadra, entusiasmo, grinta e perseveranza nell’affrontare le nuove sfide».
Il motto del padre Giorgio, cresciuto con la passione per la bicicletta, è sempre stato: «Mai smettere di pedalare!».
«Alla domenica i nostri genitori erano capaci di portarci a seguire la tappa del Giro d’Italia fino alla Cima Coppi e poi alla sera ci ritrovavamo ad assistere all’opera. A dodici anni, anche durante le repliche settimanali, già sedevo al nostro palco di famiglia alla Scala per l’Aida o la Traviata. Sport e musica sono due elementi del nostro dna che corrono testa a testa».
Parla del padre e delle sue intuizioni in ambito calcistico.
«Aveva le sue opinioni da competente in materia, ma poi ha sempre lasciato grande libertà allo staff dell’area tecnica dove ha sempre saputo selezionare dei grandi professionisti. A cominciare dal nostro Ad Giovanni Carnevali che fa parte della famiglia, e da sempre può lavorare liberamente, perché noi cerchiamo di essere sempre presenti in seno alla società ma senza mai invadere il campo. La regola è: mai entrare nelle scelte tecniche».