Repubblica: Sarri ha rinunciato al sarrismo e deve prendersi i vaffambagno di Ronaldo

Per adattarsi al mondo Juve il tecnico ne ha perso in autorevolezza. Lascia che siano gli attaccanti a definire le posizioni in campo, fa giocare Chiellini quanto vuole e lascia che i veterani guidino le riunioni di gruppo

Repubblica: Sarri ha rinunciato al sarrismo e deve prendersi i vaffambagno di Ronaldo

Su Repubblica la “democrazia” di Sarri. Il tecnico bianconero ha dichiarato, ieri, in conferenza stampa, di avere la prassi di consultare i suoi giocatori sulle ipotesi relative al campo. Ha poi ha aggiunto che la decisione finale spetta a lui.

Anche prima della finale di Coppa Italia Sarri riunì il tridente «per parlare di quello che dovevamo fare in campo». Ma, si chiede Repubblica, non è questa una dimostrazione di debolezza?

L’adattamento del tecnico di Figline all’ideologia Juve ha messo

in comunicazione due mondi separati da una genetica incomunicabilità. Il perpetuo adattarsi è stato una manifestazione di intelligenza e disponibilità, ma certo ne ha limitato l’autonomia e in parte l’autorevolezza, perché in fondo Sarri ha dovuto rinunciare al sarrismo, di cui era il Comandante. Così, si deve prendere i vaffambagno del Ronaldo sostituito senza che la società alzi un dito per prendere le sue parti, o soccombe nelle discussioni tattiche con Cristiano e lascia che siano gli attaccanti («Hanno deciso…») a definire le posizioni in campo. Fa giocare a Chiellini il tempo che vuole lui al rientro dall’infortunio (però poi lo esclude a Lione, recuperando autorevolezza) e lascia che siano i veterani – Bonucci, Buffon e Chiellini stesso – a indirizzare le riunioni di gruppo per prevenire le crisi, accettando che i tre gli facciano da scudo ma anche che Bonucci in campo gli urli: «stai calmo!».

Sarri ha un rapporto altalenante con i suoi giocatori e non viene supportato adeguatamente dalla società in tal senso. Ieri l’ennesimo strappo, se vogliamo, sulla questione Pjanic-Arthur.

«Pjanic dal punto di vista tecnico non si discute. Se viene ceduto sarà per altri motivi. Comunque la società non mi ha detto niente, quindi…».

Ma adesso, conclude Repubblica,

“per due mesi dovrà convivere con un giocatore con testa e portfolio altrove, visto che le dirigenze si sono accordate perché ognuno finisca la stagione nel club attuale”.

 

 

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