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Bennato: «Maradona era prigioniero nella sua villa, non era facile la vita per lui»

A Repubblica Napoli: «Napoli è una città meravigliosa, ma piena di insidie, qui non poteva fare neanche una passeggiata. Diego si riteneva un prescelto, aiutato da Dio, pensava di essere sempre in debito con gli altri».

Bennato: «Maradona era prigioniero nella sua villa, non era facile la vita per lui»
Mandatory Credit: Photo by Meazza Sambucetti/AP/Shutterstock (7332841a) Diego Maradona Argentine soccer superstar Diego Armando Maradona cheers after the Napoli team clinches its first Italian major league title in Naples on Diego Maradona, Naples, Italy

Repubblica Napoli intervista Edoardo Bennato, autore di “Notti magiche”, colonna sonora di Italia ’90, di cui quest’anno ricorre il trentennale.

Il cantautore, tifoso del Napoli, parla di Maradona, che conosce dai tempi del secondo scudetto del Napoli.

«Era prigioniero nella sua villa, nella sua gabbia dorata, non era facile la vita per lui. Diego si riteneva un prescelto, aiutato da Dio, pensava di essere sempre in debito con gli altri: è nato in un ghetto di Buenos Aires poi fu un idolo mondiale. Era sempre disponibile con tutti. Napoli è una città meravigliosa, ma piena di insidie, qui non poteva fare neanche una passeggiata. Si fidava istintivamente delle persone, lo sapeva subito».

Bennato racconta il suo rapporto con il calcio.

«Con i miei amici del cortile, a Bagnoli, giocavamo a calcio, ma tuttora faccio qualche tiro sul terrazzo di casa. Molte frasi delle mie canzoni mi sono venute in mente giocando a calcio e ancora oggi succede… Evidentemente giocare a pallone fa girare più velocemente il cervello. Il calcio mi esalta, anche in questi giorni in cui siamo costretti a casa, sul terrazzo di casa. Mio fratello Eugenio ed io abbiamo scritto una canzone proprio su questo, sui balconi e le stanze in cui siamo stati costretti durante l’emergenza, sulla necessità di cambiare il futuro».

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