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L’articolo della Gazzetta querelato da Lotito: Storace, Calciopoli, aggiotaggio e quelle multe annullate

Il quotidiano di Cairo ricostruisce i passaggi più discutibili della sua presidenza: tra condanne, l’offesa a Marotta e il coinvolgimento in Multopoli

L’articolo della Gazzetta querelato da Lotito: Storace, Calciopoli, aggiotaggio e quelle multe annullate

La Gazzetta dello sport di Urbano Cairo ha dedicato una paginata a Claudio Lotito. Lo spunto è stata la notizia del deferimento per le dichiarazioni a proposito di Juventus-Inter: “L’avete vista tutti”. La Gazzetta ne approfitta per fare un excursus sul presidente della Lazio, una paginata piena piena. Un articolone e due box a firma e a sigla Sebastiano Vernazza.

Proprio il Corriere della Sera di Cairo, qualche giorno fa, fece lo scoop sugli allenamenti “illegali” della Lazio.

Ma torniamo alla Gazzetta. L’articolo parte da lontano. È una ricostruzione della vita calcistica di Lotito. Il presidente viene definito romanzesco.

Il primo capitoletto è dedicato alla rateizzazione del debito della Lazio di Cragnotti.

Grazie a un accordo con l’Agenzia delle Entrate, il debito di 140 milioni di euro, interessi inclusi, venne rateizzato su 23 anni grazie a una legge del 2002.

L’articolo ricorda le polemiche, definendole “a non finire su una dilazione temporale così ampia” e poi aggiunge:

Negli anni, Francesco Storace, presidente della Regione Lazio tra il 2000 e il 2005, eletto nelle fila dell’allora Alleanza Nazionale, rivelò un dettaglio:«Ricordo come Lotito diventò presidente. Quando la Lazio stava fallendo con Cragnotti, venne in Regione per farsi attestare dei crediti che aveva con noi (il Lotito imprenditore, titolare di aziende specializzate nella pulizia di uffici, ndr). Non potevamo negargli nulla e con quel pezzo di carta lui comprò la Lazio. Da allora i rapporti s’interruppero».

La Gazzetta riporta il ricordo di Lotito romanista, sempre ad opera di Storace. E poi

dei guai seri per “aggiotaggio manipolativo e informativo” sulle azioni della Lazio, reato per cui venne condannato in primo grado nel 2009. Nel gennaio 2014, la salvifica prescrizione.

Il quotidiano edito da Cairo ricorda poi il ruolo di Lotito in Calciopoli:

In sede sportiva, alla fine dei processi e dei ricorsi, quattro mesi di inibizione per il presidente e tre punti di penalizzazione per la squadra, scontati nel campionato 2006-07. In sede penale, condannato a un anno e tre mesi in primo grado e a un anno e mezzo in appello, Lotito se la cavò per intervenuta prescrizione. Nelle motivazioni, la Corte di Cassazione spiegò però in maniera inequivocabile come il proprietario della Lazio avesse esercitato pressioni sui vertici della Federcalcio per acquisire favori arbitrali.

Segue pubblicazione di uno stralcio della sentenza di Cassazione.

Non finisce qui. Un capitoletto è dedicato a tutti i deferimenti collezionati dal presidente della Lazio. E poi c’è l’ultimo paragrafo dedicato a una notizia di quest’anno:

Lotito rischia di finire a processo, assieme ad altre persone, per il cosiddetto caso “Multopoli”. Secondo l’accusa, avrebbe ottenuto la cancellazione di 26mila euro di multe grazie ai favori di tre dirigenti del Comune di Roma. Le auto coinvolte sono intestate a due società di Lotito e la difesa sostiene che le sanzioni siano state annullate per “necessità”, visto che il presidente della Lazio si muove sotto scorta per le minacce degli ultras.

La pagina si chiude con due box rispettivamente titolati: “Quando ce l’aveva col Carpi in Serie A” e “Quella volta che offese Marotta”. Al termine di un’assemblea di Lega del 2014, Lotito disse di Marotta:

«Il problema con Marotta è che con un occhio gioca a biliardo e con l’altro mette i punti».

La Gazzetta definisce l’offesa di infimo livello, Lotito pagò una multa di 10mila euro comminata dalla Figc. Il box si chiude così:

La federazione però non concederà a Marotta la possibilità di querelare Lotito. Il presidente della Lazio negli anni si è distinto per comportamenti discutibili nelle riunioni in Lega.

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