ilNapolista

Deliso, il direttore d’orchestra che ama il calcio e ha portato il caffè in Russia

Il CorMez lo intervista: «Quando fui preso nei pulcini del Napoli da Faustinho Canè, mia madre disse che non se ne parlava proprio. Aveva altre idee sul mio futuro, la scuola innanzitutto»

Deliso, il direttore d’orchestra che ama il calcio e ha portato il caffè in Russia

Sul Corriere del Mezzogiorno, Antonio Sacco intervista Christian Deliso, direttore d’orchestra napoletano, del Vomero che oltre alla passione per la musica classica ne coltiva un’altra, per il pallone.

«Gioco nella nazionale dei direttori e cantanti lirici, facciamo partite di beneficenza e ci divertiamo».

Da piccolo avrebbe potuto intraprendere proprio la strada da calciatore, ma la madre si oppose.

«Quando fui preso nei pulcini del Napoli da Faustinho Canè e lo comunicai a mia madre, lei disse subito che non se ne parlava proprio. Aveva altre idee sul mio futuro, la scuola innanzitutto».

La musica arrivò all’improvviso.

«Un giorno la professoressa di italiano delle medie ci diede un compito per casa: ascoltare la Sonata al chiaro di luna di Beethoven e poi scrivere le proprie sensazioni. Non si ascoltava musica classica in casa, mio padre comprò quel disco che oggi conservo come se fosse il cent numero 1 di zio Paperone. Mi sembrò subito una musica nuova e bellissima, l’ascoltai più volte per tutto il pomeriggio. Quando uscii dalla stanza e andai da mia madre le dissi: da grande farò il direttore d’orchestra. Attenzione, non il pianista come dovrebbe essere logico dopo aver ascoltato un brano per pianoforte, ma proprio il direttore d’orchestra. Evidentemente tutto era già dentro di me, lo scoprii così. Il compito fu una recensione davvero stringata. Scrissi soltanto: grazie all’ascolto di questo disco, ho capito che da grande farò il direttore d’orchestra. Ovviamente presi un brutto voto, ma ero felice lo stesso».

Iniziò a studiare il pianoforte, poi il diploma al Conservatorio di San Pietro a Majella e, dopo, la partenza per la Germania. Si presentava ai festival tedeschi e chiedeva di assistere alle prove dei direttori d’orchestra. E’ stato lì che conobbe la moglie, il soprano russo Marina Zyatkova.

Una carriera esplosiva, la sua, che nel 2007 gli ha fatto vincere l “Premio Napoli” per la musica come più giovane direttore d’orchestra partenopeo. Ha girato tutta l’Europa e diretto da ospite il Festival di San Pietroburgo, città dove abita la famiglia della moglie.

Lì ha portato il caffè. E’ infatti diventato imprenditore. Con Sergio Vilone e Daniele Campitelli si occupa della Torrefazione Caffè del Sole. A San Pietroburgo hanno aperto due caffetterie, altre in Corea del Sud, a Philadelphia e Malaga.

ilnapolista © riproduzione riservata