Sia ringraziato il (quel) signore che ce l’ha portato. Oggi, in conferenza, Carletto è stato maestoso.
Mi ha convinto. Non ne posso più. E viene o non viene James? E Wanda e Maurito? Basta, non ne posso già più. Siamo partiti in anticipo e adesso ogni giorno è capodanno. Ogni ora una castagnola di tric trac. E basta, il cuore non è uno zingaro. Mi ha convinto il mister Ancelotti. Sia ringraziato il (quel) Signore che ce l’ha portato. Approfittatene, perché non durerà in eterno, come tutti noi. E sta seminando saggezza e buonsenso. Assolvendo anche a un ruolo di educatore, di professore. Che ė in grado di guardare dietro l’angolo.
Oggi è stato maestoso, Carletto. A chi gli chiedeva di Icardi, di James e dei top player lui ha risposto: «E non vi fissate sulla punta. Uno moderno per me deve saper fare tutti i ruoli come Fabian e Zielinski».
Confesso che dai maestri del calcio, come Arrigo Sacchi, mi sarei già aspettato l’annunciazione. La buona novena, l’epifania del calcio moderno. E cioè il Napoli di Carlo Ancelotti, una palestra del nuovo calcio moderno.
Non riesco a mettere a fuoco la portata della rivoluzione ancelottiana. Avete presente la scoperta del calcio femminile? la sorpresa e la gioia di divertirsi con le ragazze più brave del mondo? Questo stesso effetto lo produrrà il Napoli di Carlo Ancelotti. Quest’anno. Sono pronto a scommettere. E scusate il riferimento, ma il Comandante Sarri al cospetto è ingessato in una armatura del secolo scorso, in qualche museo delle occasioni perdute.
Non ne afferri mai l'anima, è lui che detta l'agenda. Al Nyt di fatto accosta Conte al sergente Hartman (che in Full Metal Jacket fa una brutta fine) e tesse l'elogio del difensivismo. Di Ancelotti anni fa invece disse: "non era fatto per il calcio che vogliono a Napoli"
di Mario Piccirillo - Per la panchina i nomi sono Conte e Allegri: bravissimi, per carità, ma non rappresentano certo il nuovo. C'è una sfacciataggine di fondo che va oltre le parvenze, l'etichetta, il tatto. Un'inerzia sbalorditiva
di Venio Vanni - Si parla poco del progetto tattico sbagliato che era alla base della stagione. Il Napoli ha funzionato quando era in emergenza, quasi mai con la formazione titolare
di Massimiliano Gallo - Il rivale in Figc non è tanto Abete ma è Palazzo Chigi. È la politica - teoricamente quella vera - che non vuole più il calcio italiano dipendente da Gravina e soci. E ha cominciato a muoversi per il commissario
di Sergio Sciarelli - DI SERGIO SCIARELLI - Il Napoli è ripartenze lente dal basso, passaggi orizzontali o all’indietro, intasamento dell’area avversaria. Spero che dopo di lui torni il bel gioco
di Mario Piccirillo - L'intervista al Corsera dell'ex Presidente Figc è un manuale di vittimismo agonistico. Ma sotto la sindone c'è, ovviamente, il pizzino politico
di Cesare Gridelli e Guido Trombetti - "Sì ma se il Napoli arriva un anno primo e uno secondo, c'è da essere soddisfatti". La stagione del Napoli di Conte divide le due firme del Napolista
di Giuseppe Manzo - Manovra lenta, difficoltà a tirare in porta. Ora servono altri punti Champions e programmare la prossima stagione, con Conte possibilmente.
di Massimiliano Gallo - Stanno pilotando l'operazione Malagò nonostante l'opposizione del governo. Il sistema di potere non si molla. Galliani per ora si è tirato indietro. Resta da vedere se Palazzo Chigi si arrenderà, o se siamo solo all'inizio dei giochi.
Il ct è stato difeso a spada tratta come se non avesse responsabilità. Invece le ha e sono enormi. Zaniolo stasera ha giocato una partita sontuosa, come Bernardeschi recentemente
di Antonio Montanaro - Non è tardi per sor Claudio ct: è lui il candidato ideale. Tra Conte e De Laurentiis pare un gioco delle parti. E se proprio deve andare, allora o Maresca o Grosso
È assurdo. Doveva accettare un anno fa. Ci saremmo risparmiati Gattuso e avremmo battuto la Bosnia. Doveva capirlo che tra lui e Gasp non avrebbe funzionato. Il suo nella Roma è un ruolo da pensionato che non gli si addice