Sia ringraziato il (quel) signore che ce l’ha portato. Oggi, in conferenza, Carletto è stato maestoso.
Mi ha convinto. Non ne posso più. E viene o non viene James? E Wanda e Maurito? Basta, non ne posso già più. Siamo partiti in anticipo e adesso ogni giorno è capodanno. Ogni ora una castagnola di tric trac. E basta, il cuore non è uno zingaro. Mi ha convinto il mister Ancelotti. Sia ringraziato il (quel) Signore che ce l’ha portato. Approfittatene, perché non durerà in eterno, come tutti noi. E sta seminando saggezza e buonsenso. Assolvendo anche a un ruolo di educatore, di professore. Che ė in grado di guardare dietro l’angolo.
Oggi è stato maestoso, Carletto. A chi gli chiedeva di Icardi, di James e dei top player lui ha risposto: «E non vi fissate sulla punta. Uno moderno per me deve saper fare tutti i ruoli come Fabian e Zielinski».
Confesso che dai maestri del calcio, come Arrigo Sacchi, mi sarei già aspettato l’annunciazione. La buona novena, l’epifania del calcio moderno. E cioè il Napoli di Carlo Ancelotti, una palestra del nuovo calcio moderno.
Non riesco a mettere a fuoco la portata della rivoluzione ancelottiana. Avete presente la scoperta del calcio femminile? la sorpresa e la gioia di divertirsi con le ragazze più brave del mondo? Questo stesso effetto lo produrrà il Napoli di Carlo Ancelotti. Quest’anno. Sono pronto a scommettere. E scusate il riferimento, ma il Comandante Sarri al cospetto è ingessato in una armatura del secolo scorso, in qualche museo delle occasioni perdute.
di Thomas Tammaro - Era entrato da poco dopo essere stato fuori quasi cinque mesi. Non ci ha pensato un attimo e si è speso in un recupero difensivo. Non si è De Bruyne per caso
di Giuseppe Santoro - Roma, Fiorentina e Genoa non sono migliorate con il cambio di presidenza. Senza dimenticare che a Napoli volevano sbarazzarsi di De Laurentiis
di Cesare Gridelli e Guido Trombetti - Un'altra bocciatura per Beukema. Speriamo che Vergara non stia subendo l’eccessiva pressione mediatica e le particolari attenzioni dei difensori avversari che ormai hanno imparato a conoscerlo
di Massimiliano Gallo - In risposta alla Gazzetta. Essere italiano non può fare punteggio. È il campo il giudice supremo. Gioca chi mostra di essere più bravo, come Alisson adesso. Lo sport senza meritocrazia non esiste
di Giuseppe Manzo - Rivedere la chioma di Anguissa e la danza di De Bruyne a centrocampo ha regalato emozioni oltre il risultato. E ci sono fuori McTominay, Lobotka, Neres e Di Lorenzo.
di Armando De Martino - Un napoletano riesce. Qualcuno lo trasforma in polemica. La rete amplifica. I napoletani indignati rilanciano. Il polemista incassa la visibilità. Fine del programma.
di Thomas Tammaro - Uno stakanovista, un polmone pazzesco, un soldato di Conte. Paura di sporcarsi le mani negli anfratti più sporchi del centrocampo? Non pervenuta.
di Massimiliano Gallo - Abbandoniamo il fardello della straordinarietà. Vinciamo anche in nome della normalità. Non abbiamo più bisogno di Maradona o Pino Daniele per trionfare. Ci bastano Raspadori e Sal Da Vinci. Vivaddio.
È come se l'Inter volesse vincere senza perdere l'aura di santità. Oggi sono considerati la nuova Juve di Moggi e francamente ci sembra un upgrade rispetto agli eterni perdenti simpatici
di Mario Piccirillo - Il controllo di ogni aspetto del gioco ha tolto ossigeno al sistema. Si lamenta persino Slot. Non ne possono più di calci piazzati e dello schema a ferro di cavallo (che a Napoli ahinoi ben conosciamo). Il dibattito inglese presto arriverà da noi
di Sergio Sciarelli - Di Sergio Sciarelli. Le lungaggini stanno facendo perdere il gusto delle emozioni. Perché non lasciare all'arbitro la possibilità di richiedere il supporto del Var quando ne senta la necessità?
Ci vorrà tempo, come ce ne sta volendo per Lukaku. De Bruyne è tornato in gruppo: da qui a tornare De Bruyne, ce ne vuole. Come per Anguissa. McTominay nemmeno è rientrato in gruppo.