Titti Marrone e la guerra fredda tra donne capovolte

Due donne, la borghese Eleonora e la proletaria, tra sotterfugi e colpi bassi. Entrambe spiazzate dalle scelte dei loro cari e dalla realtà

Titti Marrone e la guerra fredda tra donne capovolte

Eleonora Ramonini

La scrittrice napoletana Titti Marrone ritorna alla narrativa dopo l’esordio con “Meglio non capire (Laterza)” ed “Il tessitore di vite (Mondadori)”, con il suo terzo titolo “La donna capovolta (pagg, 175, euro 16; Iacobellieditore)”. Se nel primo titolo avevamo apprezzato il suo interesse per la ferita della Shoah che tutti noi ci portiamo addosso e nel secondo una vicenda ambientata nel suo lavoro di cronista, in questo nuovo romanzo – tra i 57 proposti per lo Strega 2019 – ci troviamo di fronte ad un gioiello narrativo.

Eleonora Ramonini è una docente universitaria partenopea che si occupa di femminismo, con un marito Paolo, avvocato di successo, ed una figlia Laura, a Lione, con davanti una fiorente carriera di ricercatrice medica. Nella sua vita però c’è un’urgenza: l’ex docente d’Arte, sua madre Erminia, la sanguinaria per i suoi studenti – lotta con una malattia degenerativa che la fa assentare in un universo parallelo fatto di smemoratezze, Urge una badante da affiancare al marito Francesco nella cura della madre. Clemente, il fratello di Eleonora, si è fatto la sua vita a Londra come broker finanziario e non è di alcun aiuto e la costringe alla ricerca di una badante. Alina è il nome della donna – ingegnere nella Moldavia comunista, con un marito Dmitri muratore ed un figlio Misha a Barcellona a studiare design – , che si occuperà di Erminia, e che passa i numerosi filtri di approvazione predisposti dalla figlia.

Inizia qui la guerra fredda tra la borghese Eleonora e la dignitosa proletaria Alina fatta di sotterfugi e di colpi bassi. Ma entrambe si ritrovano “donne capovolte”: la prima volta essendo spiazzate entrambe dalle scelte dei loro cari e dalla realtà. La seconda ritrovandosi ad essere capovolte nella vita opposta, ma speculare, dell’altra. Trovandosi dopo alterne fortune su un piano di parità.

Titti Marrone è stata un’ottima redattrice di pagine culturali: lavoro desueto in quelle odierne. Come romanziera è una rivelazione perché con un’adesione alla realtà d’oggi – il rovesciamento dei ruoli maschile-femminile, il cambiamento dei rapporti genitori-figli – e finanche con uno sguardo sociologico su temi come l’emersione dell’ossessione culinaria positiva, riesce a rappresentare una contemporaneità autentica con una lingua ritmica e classicamente ricercata. Chi leggerà “La donna capovolta” avrà nei suoi confronti un sentimento illuministico di ringraziamento per questo libro pieno di “lealtà, intelletto, coraggio”.

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