Salisburgo-Napoli 3-1, pagelle / All’arida estetica preferiamo il passaggio del turno

Non una grande partita, ma ricordiamoci di aver finito con Hysaj centrale. C’è da ringraziare Milik e il suo gol da cineteca ed esultare

Salisburgo-Napoli 3-1, pagelle / All’arida estetica preferiamo il passaggio del turno

MERET. I piedi del giovane Meret non sono granché stasera, cara Ilaria. Nel primo tempo i suoi rilanci provocano sudori freddi lungo tutto il corpo. Meglio, molto meglio con le mani nella ripresa, anche se becca tre pappine e deve pure ringraziare San Palo. Impeccabile nelle uscite e al 74’ devia un tiro di Minamino – 6

Avventato e anche parecchio in quei rilanci orribili in cui si esibisce. Di contro, lo stile che ha nelle uscite bilancia il peso del sudore freddo di cui parli. Il fatto che nella ripresa usi le mani lascia intendere che glielo abbia detto anche Carletto negli spogliatoi. Non ha grande responsabilità nei gol, anche se forse sul secondo avrebbe potuto essere più sveglio – 6  

HYSAJ. La cappellata di Riccioli d’Oro contro la Giuve gli ha fatto riguadagnare il posto da titolare quasi stabile. L’Onesto Faticatore Albanese controlla bene ma non è sempre preciso in fase d’uscita: da un suo errore nasce la lunga azione che porta al vantaggio dei mozartiani. Indi, il destino cinico e baro fa fuori Chiriches e Hysaj va a fare il centrale: è il quarto d’ora finale e c’è solo da soffrire e spazzare via – 6

Soffre parecchio su Ulmer, perde palle rischiosissime come quella da cui parte l’azione del gol dei rossi. Da centrale continua a soffrire, ma almeno regge – 6

LUPERTO. Lupo Alberto si trova buttato lì in mezzo per emergenza epperò riesce a mantenere a freno l’emozione in terra austriaca. Certo, né lui né il Rumeno Introverso vedono arrivare l’entrante Gulbrandsen per il due a uno del Salisburgo, ma tutto sommato la difesa limita i danni del pressing forsennato degli avversari. E quello che conta è l’obiettivo, non altro – 6

Il più reattivo della linea difensiva. Mi è sembrato quello che, nell’inesperienza, almeno ha mostrato più sangue freddo. È vero che la colpa del 2-1 è anche sua, ma mi è parso molto deciso negli interventi, concentrato. Meglio nel primo tempo che nel secondo – 6,5

CHIRICHES. Detto del due a uno, c’è poco altro da rimproverare a Chiriches. Anzi, nel momento di maggiore euforia dei padroni di casa, al 67’, riesce a portare via il pallone a Wolf. Poi la ciorta già citata. Si fa male e più di un medico avrebbe bisogno di un monaco omosessuale per farsi benedire – 6,5

Non ha minuti nelle gambe e non ha neppure grande fortuna, anzi: insieme alla benedizione del monaco farebbe bene ad andare a Pompei a piedi, sempre dopo adeguato minutaggio nella camminata, perché non è possibile che abbia questa ciorta e neppure che l’abbiamo noi. Al contrario di Luperto, ha convinto più nella ripresa che nel primo tempo – 6

MALCUIT dal 77’. Entra e va a puntellare la trincea del Napule nella fase finale. Difendere, difendere, difendere come è giusto che sia. Però Leitgeb gli fa passare il tre a uno tra le gambe – 6

Chissà se ancora risente dell’orrore commesso contro la Juve. Certo anche essere buttato in campo all’improvviso non giova – sv

MARIO RUI. È il costruttore del gol della sicurezza, quello che invita a una mera gestione del potere. Mariotto il Lusitano, al 14’, ruba palla, scambia con San Piotr e la mette in mezzo per il flipper risolto da Sant’Arcadio. Per il resto, è protagonista di una buonissima prestazione difensiva – 6,5

Non molla di una virgola. Ci mette impegno, motivazione e forza. Si spinge poco in avanti proprio per tenere il punto dietro ma in una delle pochissime incursioni in cui si lancia è lui che mette palla in mezzo per la splendida coordinazione di Arkadius. Cala moltissimo nel secondo tempo: tanti errori (non azzecca uno stop di palla) dovuti al sacrificio fisico che ci ha messo – 7

CALLEJON. Stasera fa il Capitano e dà l’esempio a tutti con il suo lavoro oscuro di pendolare-gregario che aiuta a smaltire la pressione austriaca. E dimostra di saper fare anche il centrocampista puro – 6,5

Splendida la palla che regala a Mertens al 67’, sulla quale, però Dries è troppo frettoloso. Si presta ad un sacrificio enorme, come dici tu. Fa salire la squadra e difende dove non arriva Hysaj – 7

ALLAN. Distribuisce mazzate e palloni ma al 24’, vuoi per il ritmo del Salisburgo, vuoi per una crisi di zuccheri, il Mostro dona un pallone letale ai mozartiani che non si fanno pregare e vanno a pareggiare. Nel secondo tempo, zompa da una parte all’altra del campo, come morso dalla taranta – 6

Che obbrobrio quello del nostro mastino, Fabrizio! Da quel momento in poi perde la lucidità  e colleziona una lunga e bruttissima sequenza di errori. Su alcuni riesce a mettere la pezza ma la prestazione è bruttina parecchio – 5

FABIAN RUIZ. Un’altra partita di incalcolabile quantità per l’Aquila Fabian. Non si ferma mai e calamita palloni su palloni. Al 28’ esplode un tiro che finisce sul palo, che peccato. Come Sant’Arcadio avrebbe fatto il bis in questi ottavi. Esemplare all’83’: mantiene palla ossessivamente e si procura prima un fallo laterale poi un corner – 7

Che eleganza quando avanza con la palla tra i piedi! Copre tutto il centrocampo: fa il centrale e il regista e poi, quando esce Zielinski, passa a sinistra. Aiuta in tutte le fasi con una sana determinazione – 6,5

ZIELINSKI. Innesta nervi e muscoli nella Resistenza Azzurra, ma si lascia guidare sempre dalla sua intelligenza tattica. Ormai è un pilastro del Napule di Re Carlo – 6,5

Partecipa con Mariotto alla sinfonia che porta al gol di Milik. Un giocatore di grandissima intelligenza, hai ragione, ma meno determinante di altre volte – 6   

DIAWARA dal 73’. La parola d’ordine dell’ancelottismo, stasera, è una sola: gestire. E Diawara questo fa – 6

L’altra parola d’ordine era “non fare cazzate” e Diawara non ne fa – sv

MILIK. Un gol da cineteca, che infonde pace e sicurezza nei cuori. Sant’Arcadio mette il sigillo sulla qualificazione, sospeso a mezz’aria, tra il cielo e la terra, come un vero mistico – 7

Che coordinazione, Fabrizio, da cineteca, sì, ma anche da figurina Panini. Nel secondo tempo non gli arriva neppure una palla utile. È lui l’artefice della vittoria. Vediamo di non dimenticarlo quando tornerà la palla della mancanza del centravanti – 7

MERTENS. D’accordo, Ilaria, non segna ancora il nostro Ciro. Ma in questo frangente si è trasfigurato in una sorta di mago Houdini dell’assist. Regala palle di genio, finanche un tacco a scorrere per Hysaj. Poi però gli capita un rigore in movimento al 68’ e scaraventa la pelota in tribuna – 6,5

È solo quello l’errore che commette: non si ferma a pensare. Avrebbe potuto stoppare palla e metterla con calma in porta, solo davanti al portiere. Però, Fabrizio, mi è piaciuta molto la sua partita. Deliziosi i passaggi per Milik, sorprendente l’intesa con Callejon. Pulite le giocate, anche lucide, nonostante la mancanza del gol sia diventata un problema psicologico. Nonostante questo, mi è sembrato uno dei migliori in campo – 7

YOUNES dal 88’. La filosofia di Re Carlo è da urlo: palle lunghe, palle in tribuna e l’uno contro uno per chi se lo può permettere. Younes entra con quest’ultima consegna ma sbatte puntualmente contro gli avversari – senza voto

Bisognava provare a rifiatare – sv  

ANCELOTTI. L’ha scritto già Max, ma giova ripeterlo: il Napule riconquista i quarti di Europa League e non accadeva dall’era illuminista del rafaelismo. La rivoluzione di Re Carlo comporta anche la gestione del potere in senso machiavellico oppure andreottiano. Il fine giustifica i mezzi. E fanculo uscire sempre con la palla tra i piedi. Queste cose lasciamole all’arida estetica, malattia infantile della rivoluzione – 7

Non avevamo un titolare in difesa e abbiamo finito con Hysaj centrale. La partita l’ha preparata bene (anche la prova, in settimana, di Hysaj in quella posizione, è emblematica: lo preoccupava lo scarso minutaggio di Vlad), ma ricordiamoci che in campo c’era tanta inesperienza (anche da parte del mister in questa competizione) e questa, in Europa, pesa parecchio. Come dice Max, non si ricorderà certo la cattiva prestazione, ma il passaggio ai quarti. Ancelotti questa coppa vuole vincerla. A me tanto basta – 6,5  

ARBITRO DEL CERRO GRANDE. Parecchio tollerante – 5

Ma con nessun danno – 6  

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