La Juventus è talmente brutta che preoccupa persino Tardelli

Ha giocato come il Carpi di Castori, Cristiano Ronaldo si sbracciava inutilmente. Non puoi avere sedici di punti di vantaggio e giocare così male

La Juventus è talmente brutta che preoccupa persino Tardelli
(KontroLab)

Sembrava il Carpi di Castori

Se la migliore squadra italiana da esportare in Europa è questa, allora il calcio nostrano è davvero alla frutta. La Juventus è l’esempio calzante della provinciale al potere. Nel gioco, nello stile, nella interpretazione delle partite. Una provinciale ricca, sia chiaro, che dispone di tale Cristiano Ronaldo sembrato assai infastidito dall’atteggiamento dei suoi compagni e dell’allenatore, e ieri non l’ha mandate a dire, scuotendo a ripetizione la testa in segno di sfiducia.

I bianconeri ieri sembravano il Carpi magico di Castori, tutti dietro e palla in tribuna, una favola tetra se si pensa ai milioni che indossavano gli scarpini ieri sera al San Paolo. Da Cancelo, a Pjanic, al già citato CR7 costretti a restare braccati in area da dieci forsennati che con umiltà e sagacia, gli stavano spiegando la differenza tra il dire ed il fare.

La Juventus è talmente brutta da vedere, che persino i suoi più acerrimi difensori non hanno potuto salvarle la faccia. Da Tardelli a Capello, la preoccupazione per un’involuzione evidente del percorso bianconero ha fatto rabbrividire anche chi è abituato a spegnere i fuochi.

L’abissale differenza di mentalità

La verità è che se hai sedici punti di vantaggio, solo il risultato non può più bastare, devi giocare a pallone. Tuttavia l’impressione che si è avuta ieri è che il Napoli sta aprendo un ciclo, e la Juventus lo sta chiudendo, nel caso non dovesse qualificarsi ai quarti di Champions League, sarebbe un clamoroso fallimento poiché vincerebbe meno dello scorso anno.

La gara di ieri ha sancito una volta e per tutte, la differenza abissale di mentalità tra due potenze del calcio italiano: la prima pragmatica e protetta, la seconda con mezzi assai minori, che la surclassa dal punto di vista del gioco e della capacità di stare in campo. La migliore squadra italiana, che esportiamo in Europa, è colei che acquista il più forte giocatore al mondo ma è aggrappata alla solidità del suo “anziano” difensore, tale Chiellini, che anche ieri è stato impunito per alcune, consuete irregolarità.

Insomma la Juventus vincerà anche il suo ottavo scudetto, tra le polemiche, tra i dubbi, tra le proteste, ma non le sarà mai riconosciuta la capacità di mostrare un buon calcio. È una fotografia che vince un concorso di pittura, un cantante che vince un Festival cantando in playback, un attore che vince l’oscar da doppiatore, insomma è una collezionista di numeri freddi. È il trionfo della provincia al potere.

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