Nel 1974 Ferlaino al Guerin Sportivo: «Al Napoli per vincere lo scudetto manca un grande giornale»

Fece anche il produttore cinematografico. «Con tutto il rispetto per “Il Mattino” e il “Roma”, ci manca una stampa autorevole. Palumbo scrive di politica, Ghirelli di economia».

Nel 1974 Ferlaino al Guerin Sportivo: «Al Napoli per vincere lo scudetto manca un grande giornale»

Nel novembre 1974, Corrado Ferlaino presidente del Napoli concesse un’intervista al Guerin Sportivo. È la stagione di Vinicio, che si concluse con la sconfitta a Torino contro la Juventus per 2-1 con gol di Altafini core ‘ngrato.

Una delle domande è: “Si interessa ancora di cinema?”

«Per carità io non ho mai imitato Carlo Ponti, anche perché non ho mai avuto una Sophia Loren. Tutti hanno parlato del “Che Guevara” (il film prodotto da Ferlaino, ndr). In realtà avevo solo poche azioni in una piccola casa cinematografica».

Pensa che il Napoli quest’anno possa vincere lo scudetto?

«Lo spero con tutto il cuore, potrei restare anche io nella storia di Napoli, magari mi farebbero un monumento davanti al Maschio Angioino. Purtroppo non posso essere eccessivamente ottimista».

Come mai?

«Perché lo scudetto è la somma di tanti fattori. Forse abbiamo i giocatori adatti per tener testa agli squadroni del Nord. Ma con tutto il rispetto per “Il Mattino” e il “Roma” e compagnia bella, ci manca una stampa altrettanto autorevole. Perché Napoli non ha un giornalista a carattere nazionale».

Lei è diventato editore di “Napoli Oggi”.

«Potrà servire a qualcosa sul piano regionale, ma per vincere lo scudetto ci vuole altro».

Cosa ci vuole?

«Ci vuole un giornale che vada tutte le mattine sulla scrivania dei dirigenti che contano, di quelli che devono prendere decisioni e che quindi possono anche essere orientati da quello che leggono».

Il Corriere dello Sport si vanta di difendere gli interessi del calcio meridionale.

«Questo avveniva prima, con Antonio Ghirelli. Mario Gismondi difende gli interessi delle squadre romane. Si informi alle edicole e scoprirà quanto ha perso a Napoli il quotidiano sportivo di Roma. Ormai tutti lo considerano un giornale di Roma e non di Napoli».

Lei si lamenta della stampa. Ma si dimentica che le leve del giornalismo sportivo sono in mano ai napoletani.

«Una volta. Ghirelli adesso dirige “Il Globo” che è un giornale economico. Gino Palumbo scrive solo di politica. Ci hanno tolto persino Alfredo Pigna della “Domenica sportiva” (a parte il fatto che dal teleschermo non poteva fare il tifo per il Napoli ma si limitava a leggere quello che scrivevano gli altri».

È napoletano il giornalista numero uno del “Corriere della Sera” Gianni De Felice, è nato a Napoli il commentatore tv Maurizio Barendson.

«Ma Napoli non ha un giornale a diffusione nazionale e per questo difficilmente riuscirà a vincere lo scudetto: resto della mia idea. In un campionato due o tre punti risultano decisivi, tanto più che se dati ad altri diventano automaticamente sei».

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