Senza Hamsik, Ancelotti potrebbe varare il Napoli con l’uomo in più

FOOTBALL MANAGER ADDICTED – Ci vuole un Mennea in mediana per reggere il 4-2-4 con Verdi sulla fascia sinistra. E il Mennea si chiama Allan

Senza Hamsik, Ancelotti potrebbe varare il Napoli con l’uomo in più

Antonio Pisapia

Napoli, 1980. Antonio Pisapia è un calciatore all’apice della propria carriera che, a causa di un grave infortunio, è costretto a ritirarsi precocemente dall’attività sportiva; Tony Pisapia è invece un cantante di musica leggera, che finisce arrestato per aver fatto sesso durante un suo concerto con una minorenne. Sulle loro storie (immaginarie) è incentrato un film, presentato nel 2001 alla Mostra del Cinema di Venezia, di Paolo Sorrentino. Il titolo di quel film? “L’uomo in più”.

Un titolo che ha una ragione ben precisa: l’uomo in più è infatti quello di cui Antonio Pisapia, che aspira a diventare allenatore, crede di poter disporre nella fase offensiva, mettendo in atto un moderno e spregiudicato 4-2-4. Leggendaria la scena del “Subbuteo”, con l’attore che, intento a provare la disposizione tattica col modulo coi 4 davanti, esclama irritato: “Manco se i due mediani corrono come Mennea può funzionare”.

Si tratta di una frase che ci tornava spesso in mente ai tempi di Rafa Benitez, quando il Napoli giocava col 4-2-3-1 e invece che di una coppia di Pietro Paolo Mennea (per chi non lo conoscesse, velocista e campione olimpico, nonché primatista mondiale), disponeva di Gargano (che un po’ Mennea però lo ricordava) e di altri tre centrocampisti: David Lopez, Inler e Jorginho. Non proprio dei fulmini di guerra, diciamolo pure.

Il dopo Marek

Premessa finita. Il dono della sintesi non sempre ci appartiene. Tutto questo per arrivare a un argomento di stretta attualità: la cessione di Marek Hamsik, destinato a lasciare Napoli per la Cina e, soprattutto, le conseguenze che questa cessione può avere sulle formazioni che d’ora in poi potrebbe scegliere Carlo Ancelotti. Ecco come (foto 1), fino ad oggi, il tecnico azzurro ha scelto di schierare il Napoli quando non disponeva di Hamsik, ovvero sostituendolo nel 4-4-2 (che poi nella fase di non possesso si trasforma spesso in un 4-2-3-1) con Fabiàn Ruiz o Zielinski, entrambi chiamati in alternanza a ricoprire il ruolo di interno sinistro e quello di “ala” sinistra. Virgolette d’obbligo, poiché nel 4-4-2 di Ancelotti chi gioca esterno (delle volte) non svolge le tipiche mansioni dell’ala di una volta.

E ora veniamo all’ “uomo in più”, quello del film di Paolo Sorrentino, ma anche quello su cui potrebbe decidere di puntare l’allenatore del Napoli, ora che sono partiti due mezzali come Rog e Hamsik (ideali nel 4-3-3 che ora è stato definitivamente “bandito” anche attraverso queste scelte di mercato). Ancelotti, a differenza di Antonio Pisapia, può contare infatti su Pietro Paolo Mennea Allan Marques Loureiro. Nome lunghetto, ma lo sapete come sono sti brasiliani coi nomi…

E allora? E allora perché non provarci? Hai quattro centrali di centrocampo (Allan, Diawara, Zielinski, Ruiz), avrai molti impegni, sarai chiamato ad alternare i giocatori a disposizione. È possibile dunque che Carletto, che invece dispone di una miriade d’esterni d’attacco bravi, decida di schierare un Napoli a trazione decisamente anteriore? Magari inserendo Verdi a sinistra, contemporaneamente a Callejon, Insigne e Milik? O magari Mertens davanti con il polacco e il folletto di Frattamaggiore a sinistra? Ad avvalorare questa tesi, poi, c’è il fatto che il Napoli di Ancelotti (già oggi) gioca con un 4-2-3-1 mascherato da 4-4-2, a seconda delle fasi di gioco (possesso nel primo caso, non possesso nel secondo). Come potrebbe quindi diventare il Napoli del futuro prossimo? Noi abbiamo provato (foto 2) a immaginarlo così. Schema 1 (4-4-2) quando il Napoli non ha la palla, schema 2 (4-2-3-1) quando ce l’ha.

Uno schieramento forse un po’ spregiudicato, ma non così improbabile. Peraltro, attraverso questo cambiamento, il Napoli disporrebbe (quasi) di due undici capaci di giocare alla stessa maniera. Il “quasi” si riferisce alla difficoltà di sostituire Milik, che sia per caratteristiche fisiche che per dichiarazioni di Ancelotti (“Ruoterà meno da qui alla fine”), ci sembra quello a cui è più difficile trovare una “controfigura” all’interno dell’organico azzurro. Ecco perché l’11 “alternativo” lo abbiamo immaginato così:

La “fase dell’uomo in più” potrebbe essere appena iniziata. E voi, siete pronti?

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