Milan-Napoli 2-0, pagelle / Adesso Re Carlo dovrà attingere alla sua esperienza di allenatore leggendario

Nessuno, in campo, che ci abbia messo davvero voglia di vincere. E svanisce un altro obiettivo

Milan-Napoli 2-0, pagelle / Adesso Re Carlo dovrà attingere alla sua esperienza di allenatore leggendario

MERET. Stasera luci spente per tutti a San Siro, anche per l’incolpevole Meret. Certo, è impotente sulle due cagliose del Piatek, l’unico polacco buono stasera in campo, ma sul Napule il buio è totale – 5

Il Milan due tiri in porta fa e realizza tutti e due: imparabili – 6

MALCUIT. Viene voglia di dargli l’unica sufficienza di questo maledetto martedì, se non altro perché sulla sua fascia un po’ di vita c’è. Mette tantissime palle al centro, purtroppo invano. Ma il sei è troppo anche per lui – 5,5

Parte bene, con fermezza nei contrasti e sovrapposizioni ma sembra quasi che Piatec gli metta ansia: è impreciso, confuso, a tratti spaesato. Se non altro, però, vivo – 6

CALLEJON dall’85’. E che poteva fare Callejon, a quel punto? – senza voto

Beh, Fabrizio, se la mettiamo così, in 5 minuti di gioco più 5 di recupero si possono anche fare due gol, se si ha il piglio giusto. Comunque, non è stato questo il caso – sv  

MAKSIMOVIC. Le cappellate gigantesche possono capitare, cara Ilaria, è successo anche ad Albiol e Koulibaly in passato. Oggi è toccato al Corazziere Serbo, un erroraccio da pivello che ha spianato la strada al sostituto dell’Innominabile. Da quel momento in poi è calata sul Napule una depressione inspiegabile – 4

Per carità, le cappellate capitano a tutti. Però quante probabilità ci sono che uno ne commetta due in due azioni decisive, le uniche due pericolose del Milan, tra l’altro con movimenti assolutamente prevedibili degli attori in campo, e che ci fruttano i due unici gol contro che ci fanno uscire dalla Coppa Italia? Ha avuto una gran sfiga, Fabrizio, è innegabile, però santa pace: con Piatek in campo tu ti devi semplicemente attaccare alle sue mutande. Stop. Quanto alla depressione, la giudico comunque immotivata, anche quando sei sotto di due gol. Ma per ora stiamo parlando di Maksi e bisogna dargli un voto. E certo se fai due cappellate come quelle c’è poco da mettere voti – 4  

KOULIBALY. Al 27’ è lui a fare da spettatore allo show di Piatek, che si gira e tira e fa il letale due a zero. Dieci minuti prima, una rimonta notevole su Paquetà. Poca roba comunque, rispetto al suo standing di top player – 5

Se sul primo gol ci può stare il ruolo da spettatore incolpevole per KK, sul secondo no. Aveva tutto il tempo di accorciare su Piatek. Era evidente che Maksimovic se lo era perso. Il confronto con Piatek, comunque, è stato impietoso. Il nuovo arrivo rossonero lo lascia fermo sul posto un paio di volte tanto che il nostro se lo lega al dito e poi fa il fallo a cazzimma che ci frutta cartellino giallo e punizione. Se perdiamo anche Koulibaly vuol dire che il fatto è veramente nero – 5

GHOULAM. Si gioca soprattutto dal lato di Malcuit e quando si passa da lui è timoroso e irritante allo stesso modo. Ti accorgi che è Ghoulam, Ilaria, da come batte gli angoli – 5

Sinceramente, Fabrizio, se non fosse stato per quell’unico angolo durante la ripresa avrebbe potuto essere un terzino qualunque, in quanto a cross e qualità – 5  

FABIAN RUIZ. Ritorna mezzala, a destra. Qualche corridoio lo indovina, ma i rossoneri hanno cazzimma e fame e rendono innocuo il possesso del Napule – 5,5

La sensazione è che non sia a suo agio a destra. Quando torna centrale va un po’ meglio. Mi è sembrato, se non altro, il più vivo. Ma quando giochi con i morti non puoi fare chissà che – 5  

ALLAN. Il fantasma dell’Opera di Parigi – 4

Quello visto ieri non poteva essere Allan – 3

OUNAS dal 46’ – E’ l’unico che impegna Donnarumma sul serio, con un tiro al 66’. Sì, il suo ingresso dà un po’ di movimento in più, ma il risultato corale è sempre un rock lento e stantio – 5,5

L’unico, minuscolo, improvviso guizzo della serata ce lo regala Ounas – sv

DIAWARA. Nel primo tempo è uno dei peggiori, con sbagli anche grossolani. Nella ripresa esce dopo nemmeno un quarto d’ora – 5

Se non altro non mi sono chiesta se respirasse e se fosse vivo, a differenza di quanto mi è accaduto con qualcun altro dei nostri – 5

MERTENS. L’attacco del Napule è già in Quaresima con più di un mese di anticipo e la croce non la porta solo il povero Insigne. Ciro ha più di mezz’ora per combinare qualcosa di buono, senza riuscirci. Eppure è uno dei campioni che potrebbe pescare il classico jolly. Perdipiù l’incomprensione con Milik è palese – 5

Mezz’ora è una quantità di tempo enorme. Enorme. In mezz’ora, però, Mertens non riesce a fare altro che scomparire totalmente sul campo – 4,5

ZIELINSKI. All’andata fu l’artefice di una resurrezione collettiva dopo un primo tempo simile se non uguale del Napule. Stavolta non è successo – 4,5

Un asino in mezzo ai suoni – 5

MILIK. Donnarumma e suoi difensori sono implacabili e le palle alte le prendono tutte. A pagarne le conseguenze è soprattutto Milik, che cerca di rifarsi arretrando con generosità. All’inizio della ripresa, su angolo infila un piede nella selva di gambe rossonere e potrebbe riaprire la partita – 5,5

È una partita secca e lui sembra completamente disinteressato alla cosa. Quel fallo di frustrazione su Kessiè, poi, è da paccheri – 4,5

INSIGNE. Da una prospettiva oggettiva è l’attaccante che tira di più, non c’è dubbio. Però non incide per nulla e spesso è lezioso o poco convinto. La questione non è il digiuno di gol. Come scritto dal Napolista, Insigne, Mertens e qualche altro compagno sono tornati prigionieri del compitino, di uno schema assorbito in passato e che a volte ritorna, come la tentazione del buco per un tossico in terapia – 5,5

Ci prova, bisogna dargliene atto. Ma con un atteggiamento egoista e sufficiente che, scusami, ma trovo insostenibile. Non conta nulla provarci se tiri alle stelle. La differenza con Piatek è evidente: quello ha due occasioni e le finalizza entrambe, il nostro ne crea almeno il doppio (ma sono state di più) e si incarta da solo. Credo meriti un po’ di panchina anche lui. Una pausa di riflessione. Subito – 5

ANCELOTTI. Dopo la lunga pausa di Natale, ha disegnato un Napoli nuovo che vince con la Lazio senza quattro titolari e dopo pochi giorni incredibilmente segna il passo. Sì, forse è crisi e adesso Re Carlo dovrà attingere alla sua esperienza leggendaria di allenatore. Vedremo come, già sabato con la Sampdoria. Nel frattempo è svanito un possibile obiettivo della stagione – 6

Anche con Ancelotti la storia è sempre la stessa: arrivano le partite decisive e il Napoli, semplicemente, non c’è. Non credo sia dovuto all’allenatore ma credo che tocchi all’allenatore strigliare per bene i suoi giocatori e cambiare il corso di questo momento disastroso. È solo un momento, come ha detto lui, ma qualche contromisura va presa subito. L’indolenza è da schiaffi. Mi domando come ne uscirà – 5   

ARBITRO GIACOMELLI. Si diverte a pittare di giallo la gara, solo che lo fa a senso unico, punendo perlopiù i poveri azzurri – 4

Non è stato determinante ai fini del risultato di questa partita che non posso che definire oscena – 6

 

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