Lo Zurigo, storia e storie di un avversario abbordabile

Lo Zurigo è detentore della Coppa di Svizzera, ha eliminato Aek Larnaca e Ludogorets. Nel 2009, uno storico successo a San Siro contro il Milan di Leonardo.

Lo Zurigo, storia e storie di un avversario abbordabile

Lo Zurigo oggi

Il Napoli affronterà una squadra decisamente alla sua portata. Il sorteggio di Nyon è stato benevolo con la squadra di Ancelotti, gli svizzeri non hanno un organico all’altezza di quello degli azzurri, né tantomeno una reale consistenza internazionale costruita negli ultimi anni. L’ultimo approdo al tabellone principale di Champions o Europa League, prima della stagione in corso, si faceva risalire alla stagione 2014/2015. Allora gli svizzeri furono eliminati da Villarreal e Borussia Moechengladbach.

Due anni dopo, nel 2017, la clamorosa retrocessione in Challenge League, seconda serie della piramide calcistica elvetica. Pronta risalita e conquista del quarto posto in classifica, valido per l’accesso ai preliminari di Europa League. Il paradosso è che anche durante la stagione in seconda divisione, i biancoblu hanno giocato l’Europa League, dato il successo in Coppa di Svizzera (vinta in finale contro il Lugano di Zeman). L’anno scorso, lo Zurigo ha rivinto il secondo trofeo nazionale, per la decima nella sua storia, battendo all’ultimo atto i campioni nazionali dello Young Boys. Un trionfo che è valso il pass per il tabellone principale di Europa League, senza passare per i turni estivi.

Nell’Europa League in corso, lo Zurigo ha eliminato Aek Larnaca e Ludogorets. Andamento in saliscendi per gli uomini del tecnico Ludovic Magnin, ex difensore di Werder Brema e Stoccarda: tre successi nelle prime tre partite (battuto anche il Bayer Leverkusen) e zero nel gironcino di ritorno. In evidenza due calciatori su tutti: il nigeriano Stephen Odey, 20enne attaccante, e Benjamin Kololli, 26enne esterno di origini kosovare arrivato in estate dal Losanna. Sono loro i due uomini di punta di una squadra priva di grandi individualità, che basa la sua forza sul collettivo e su una difesa abbastanza efficace (6 gol subiti in 6 partite, 11esima quota sulle 32 squadre di EL).

Lo Zurigo ieri

Tre storie da raccontare: due semifinali di Coppa dei Campioni e la vittoria a San Siro nel 2009. La tradizione europea dello Zurigo è vecchia di cinquant’anni, considerando che gli svizzeri hanno giocato la prima semifinale di Coppa dei Campioni nel 1966. Furono eliminati dal Real Madrid, poi vincitori della competizione dopo aver battuto l’Inter di Herrera all’ultimo atto. Stesso destino undici anni dopo, quando fu il Liverpool ad eliminare i biancoblu al penultimo atto prima della finale di Roma, che i Reds avrebbero vinto contro il Borussia Moechengladbach.

Nel 2011 l’ultimo dei 10 precedenti con le squadre italiane (2 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte). La Lazio allenata da Reja sconfisse gli svizzeri all’Olimpico e pareggiò in Svizzera nei gironi d’Europa League. L’incrocio più importante nella storia del club elvetico è datato 2009: vittoria 0-1 a San Siro contro il Milan di Leonardo, pochi mesi dopo il passaggio di Ancelotti al Chelsea. Gol decisivo del finlandese Tihinen. 

In ultimo, una nota di cronaca recente: esattamente come il Chelsea, il club svizzero ha stigmatizzato le manifestazioni razziste dei suoi tifosi. I supporter dello Zurigo, in trasferta sul campo di Basilea, hanno lanciato una banana al franco-ruandese Kalulu. Pronto comunicato di scuse e condanna immediata per i tifosi: «Non c’è spazio per xenofobia e intolleranza nel calcio».

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