Napoli-Empoli non è stata la miglior partita degli azzurri, solo che 5-1 resta 5-1

Ancelotti mischia le carte e le pedine del suo Napoli, l’Empoli prova a rispondere a suon di calcio. Alla fine, ha vinto la qualità.

Napoli-Empoli non è stata la miglior partita degli azzurri, solo che 5-1 resta 5-1

Prologo

Ancelotti si diverte a rivoluzionare ancora una volta la rosa, il PSG incombe ed è tempo che qualcuno riposi. Karnezis, Maksimovic, Malcuit, Rog, Diawara, rilevano gli abituali titolari. Dopotutto “titolari” è un termine molto snaturato ultimamente. L’Empoli si presenta al San Paolo forte dei miglioramenti certificati nelle ultime giornate di campionato, consapevole di scendere in campo per  giocarsela, cosi come nella filosofia del tecnico Andreazzoli.

Atto primo

Il Napoli parte alla grande, i piccoletti d’attacco si trovano alla perfezione, la difesa ben organizzata tiene a distanza gli attaccanti empolesi, che pure provano a spingere quando capita. I primi minuti offrono buone premesse per una gara che di certo non ci si aspetta noiosa. Al nono minuto, Lorenzo Insigne, imbeccato da Koulibaly (proprio lui, improvvisatosi esterno d’attacco dopo una cavalcata con precedente recupero del pallone, con annesso anticipo sull’avversario), piazza con un colpo da biliardo la palla alle spalle di Provedel. 1-0.

I toscani non si lasciano demoralizzare, e provano subito a spingere. Reparti ben messi in campo, vicini tra loro, Bennacer mattatore a centrocampo nel dettare i tempi di gioco, e Caputo sempre pronto a raccogliere ogni invito gentilmente indirizzatogli dai suoi compagni. Il Napoli, amministra, e repinge gli attacchi avversari. Lo fa talmente bene che al trentottesimo minuto Mertens, imbeccato da Insigne, fa più o meno la stessa cosa del compagno in occasione del primo gol, ma da fermo, palla nell’angolino che non ti aspetti e 2-0. Il tempo va per finire,  e tutti a rinfocillarsi.

Atto secondo

La ripresa mostra più o meno lo stesso copione della seconda parte del primo tempo. Napoli in controllo, tentativi sparsi, Empoli che rincorre ed ogni tanto dice la sua. Ruiz, ispirato, prova in più occasioni a centrare la porta, ma inutilmente. Dall’altra parte, Caputo, imbeccato abilmente si lancia verso la porta e buca Karnezis con estrema precisione, al cinquantottesimo minuto è 2-1. L’Empoli ci crede, e sulla scia emotiva del primo gol, prova a centrare pià volte il raddoppio, ma la difesa del Napoli – e la mancanza di lucidità degli attaccanti di Andreazzoli – non lasciano decollare i sogni di gloria toscani.

Ancelotti lancia dalla panchina l’offensiva finale, dentro Allan e Callejonn per Ruiz e Rog. Muscoli a centrocampo e testa e fiato in attacco. Risultato: detto fatto, lo spagnolo ha giusto il tempo di prendere le misure alla difesa dell’Empoli che appoggia sui piedi del folletto belga l’assist per il 3-1. Napoli avanti di due gol al 64esimo minuto. Gli azzurdi di Andreazzoli non demordono, il calcio è strano ed il risultato lascerebbe intendere una gara completamente diversa da quella in scena al San Paolo.

L’Empoli c’è, arriva sotto porta, costruisce gioco, è propositivo, il contrario dell’ultima Roma vista a Fuorigrotta insomma, ma è sotto di due gol e con niente da perdere, si lancia in avanti per cercare di rimettere in discussione il risultato, lasciando spazi invitanti agli attaccanti azzurri. Novantesimo minuto: Milik, subentrato a Zielinski, riceve palla in area da Mertens e fa 4-1. Minuto novantatre: Mertens, lanciato da Insigne, decide che il pallone di questa partita, è suo. 5-1, San Paolo in festa, ed Empoli, ingiustamente “calpestato”.

Epilogo

Prova di forza degli azzurri di Ancelotti. Che, dopo un inizio scoppiettante, si limitano ad amministrare ed in più di un’occasione sterilizzare le propensioni d’attacco toscane. Gli azzurri fanno valere la maggiore qualità e il loro spessore tecnico. Ancelotti, bravo nel mischiare le carte nella fase cruciale della gara, restituisce alla squadra un centocampo più solido, capace di rendere strabiliante, attraverso il risultato, una prestazione che non potrebbe classificarsi nel complesso, tra le migliori della stagione. Ma è chiaro, 5-1 è 5-1, non si cerca di sminuire, ma soltanto di rendere maggior gloria all’avversario, arrivato per confrontarsi a suon di calcio, ed uscito malconcio. Forse più del dovuto. Ma è il calcio è anche questo, guai se così non fosse. Testa alla Champions, ora. Parigi chiama Napoli, ancora una volta. E che calcio sia.

 

 

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