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Liverpool-Napoli per la gloria, Ancelotti è l’uomo giusto

Tutto secondo programmi al San Paolo, Ancelotti e il Napoli si giocano tutto a Liverpool, nell’ennesimo dentro/fuori della storia recente.

Liverpool-Napoli per la gloria, Ancelotti è l’uomo giusto

Prologo

Il Napoli di all’assalto della vetta del girone, si presenta al San Paolo in modalità Champions con Maksimovic, Mario Rui, Fabian Ruiz e Hamsik. L’avversario è la Stella Rossa, scheggia impazzita del girone, teoricamente ancora in corsa su due fronti, nonostante tutto. Occhi puntati anche su Parigi, un passo falso del Psg contro il Liverpool spalancherebbe agli azzurri le porte degli ottavi. Tutti in campo, con ancora in mente il colorito monito di Mister Ancelotti: “Uscire sarebbe da coglioni”, ha detto, ed in effetti, cosi come ribadito dal Presidente, sarebbe davvero da vitali accoliti non arrivare agli ottavi.

Atto primo

Pronti via, ed il Napoli è subito all’attacco. I piccoletti come al solito se la intendono alla grande li davanti, Allan macina chilometri alla sconsiderata ricerca della palla, Marek Hamsik ispirato più che mai detta i tempi della manovra, Ruiz efficace raccordo con le punte, tutti girano a meraviglia. All’undicesimo minuto, dopo una serie d’occasioni da gol di targa partenopea, da calcio d’angolo Maksimovic favorisce per Hamsik che buca la porta serba. 1-0 e gol del capitano, finalmente.

Il copione resta lo stesso nonostante il vantaggio, gli azzurri premono e mettono più volte in difficoltà gli avversari, che per la verità a metà del tempo sfiorano il pareggio con Simic su imbeccata di Marin. Ospina è attento e respinge. Il gioco riprende e gli azzurri, quasi noiosi, continuano nella marcia di avvicinamento al gol. Al minuto trentatre, Drie Mertens, servito alla perfezione supera ancora l’estremo difensore avversario, esterno destro di pregevole fattura e 2-0. Il primo atto formalmente termina qui, il resto è ancora ricerca del gol, stavolta vana. L’arbitro fischia e tutti fuori dal campo.

Atto secondo

Il secondo tempo vede in campo Hysaj al posto di Albiol, uscito malconcio da un precedente intervento. Il copione resta fondamentalmente lo stesso: il Napoli fa la partita, la Stella Rossa, se può, si presenta dalle parti di Ospina. Al settimo minuto Mertens, mai domo, è ancora una volta nell’area di rigore avversaria dopo un meraviglioso stop, controllo in corsa e tiro all’incrocio dei pali, 3-0. Pochi minuti più tardi, gol della bandiera per la Stella Rossa, dopo un perfetto tocco di Marin per Nabouhane, che a tu per tu con Ospina, lo infila con freddezza. 3-1 e gara che di fatto finisce qui.

Il resto è qualche sostituzione, qualche ulteriore tentativo di marcatura da entrambe le parti, e su tutto l’orecchio teso al campo di Parigi, dove il Psg conduce per 2-1 sul Liverpool. Niente cambia, a Napoli come a Parigi e tutto rimandato all’ultima giornata, per l’ennesimo finale da brivido, con le prime tre a giocarsi i primi due posti.

Epilogo

Tutto come previsto insomma, vittoria facile al San Paolo contro la Stella Rossa e Liverpool che cade a Parigi. Si avverano i più rosei ed allo stesso tento cupi programmi. Ad Anfield, l’ennesima prova di forza, l’ennesima finale, l’ennesimo dentro o fuori della storia recente degli azzurri, in Champions cosi come in campionato. Ancelotti è l’uomo giusto per gestire tutto questo, i ragazzi in campo, ormai maturi quanto basta per sopportare la pressione del momento. A Liverpool per la gloria insomma. In mezzo, come se non bastasse l’Atalanta, a Bergamo (ed ovviamente il Frosinone a Napoli) che non è poco.

Il momento è cruciale, il mister lo sa, i calciatori anche, i tifosi mah, chissà… Ma credo di si, anzi sicuramente si, certo la classifica è assolutamente sconvolta rispetto ai più armoniosi anatemi post sorteggio, ma va bene cosi, ne abbiamo in abbondanza per tutti, di calore. Bergamo, Liverpool via Frosinone, niente male come anticipo dei botti di fine anno, davvero niente male.

 

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