Buffon: «Ho visto un Napoli molto forte, ora il Psg è più solido»

Le parole di Buffon in conferenza stampa: «Con Ancelotti il Napoli ha acquisito tanta consapevolezza nella gestione della partita».

Buffon: «Ho visto un Napoli molto forte, ora il Psg è più solido»

In conferenza stampa

Gianluigi Buffon in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Psg: «Non è una partita normale, sappiamo di dover vincere. L’importante è non perdere, abbiamo altre due partite da giocare e vogliamo qualificarci».

L’ambiente del San Paolo: «È uno stadio caldo, sarà molto complicato giocare qui. I tifosi e la squadra sono in grande comunione, noi dobbiamo provare a vincere. Non sarà facile, all’andata ho visto un Napoli davvero forte».

L’emozione del ritorno in Italia: «C’è grande emozione, se sono in campo a 40 anni è perché questo lavoro ti regala grandi sensazioni. Penso che avere avuto la fortuna di poter rientrare in una partita così importante, mi regala delle scosse significative. Spero di poter fare una buona gara dopo l’esilio forzato».

La Ligue 1 poco allenante e le difficoltà del Psg in Europa: «Non so se l’aggettivo giusto sia “facile” o “difficile”. In Francia sto trovando squadre con grandi individualità fisiche, superiori rispetto all’Italia. Cercano di mettere in mostra le loro attitudini offensive, solo che questo porta ad avere una maggiore disattenzione dietro. In Italia c’è uno studio forse esagerato della parte difensiva e/o tattica. Se uno viene a vedere una partita di Ligue 1, vede le qualità di un calciatore. In Italia non succede. Non so se questo sia un bene o sia un male. Negli ultimi venti giorni ho visto una squadra diversa, cresciuta, migliorata, più compatta. Per far bene in Europa, devi avere una certa solidità. Le partite di Lille e Marsiglia hanno dato certe indicazioni».

Buffon e il rapporto con Ancelotti

«Rispondo al saluto di Carlo, contraccambio le sue parole affettuose. Parliamo di una persona speciale, ha il potere di far tifare le sue squadre a tutti, tutti tifano la sua squadra come seconda squadra. In un mondo complicato come il nostro, è riuscito a farsi apprezzare, a vincere. Però non vorrei che si sminuisse il tecnico, che forse è anche superiore alla persona. Quando sono arrivato alla Juventus mi ha chiamato lui, avrei dovuto trovarlo lì, me l’aveva promesso. Invece trovai Lippi, solo che l’anno dopo Carlo seppe rifarsi battendo la mia squadra in finale di Champions».

La corsa alla qualificazione: «Non siamo in una situazione facile, ma ho visto una crescita importante da parte della squadra negli ultimi allenamenti. Io ancora in campo per la Champions? No, dipende dalle motivazioni che ho e dalla mia condizione fisica. Se riesco ancora a dare determinate risposte, vuol dire che posso stare ancora in campo».

Lo scudetto dello scorso anno e la transizione tra Sarri ed Ancelotti: «L’anno scorso c’è stata una settimana in cui pensavo di non vincere più lo scudetto. E lo pensavo per meriti evidenti del Napoli. Con il passaggio ad Ancelotti, la prima cosa che salta all’occhio è il tipo di consapevolezza all’interno della singola partita. Gli altri anni sciorinava un calcio eccezionale, però dava la sensazione di dover andare per forza a mille. Ora invece è una squadra che gestisce meglio il gioco».

 

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