Zeman: «Insigne ha 20 gol nei piedi, deve giocare sempre vicino alla porta»

L’intervista di Zeman alla Gazzetta dello Sport: «Grande feeling con Verratti e Lorenzo, lui è un attaccante e deve guardare la porta».

Zeman: «Insigne ha 20 gol nei piedi, deve giocare sempre vicino alla porta»

L’intervista alla Gazzetta

Neymar e Mbappé, ma anche una spruzzata di Zeman. Psg-Napoli è la partita in cui si sfidano Marco Verratti e Lorenzo Insigne, per la prima volta dopo la promozione al Pescara. Anno di grazia 2011/2012, poi il centrocampista prenderà il volo per il Psg (di Ancelotti) e Lorenzo si aggregherà al Napoli, prima come comprimario e poi come protagonista. Il tecnico boemo ricorda quella stagione vissuta insieme in un’intervista alla Gazzetta: «I piccoli di solito sono più bravi, loro poi erano anche molto svegli… C’è stato subito feeling con loro. Verratti lo chiamavo Marcolino, Insigne invece era Lorenzolo, come uno dei sette nani. Si intendevano in campo ad occhi chiusi, loro due e Ciruzzo Immobile. Io ho provato a formarli e a insegnargli calcio, il resto lo hanno fatto loro con la disponibilità e il sacrificio».

Il successo di due campioni: «Mi aspettavo arrivassero a questi livelli, già da giovanissimi dimostravano  di avere qualcosa in più. Sono cresciuti tanto in questi anni e non devono fermarsi perché hanno ancora margini. Verratti è da due anni il miglior giocatore di Francia, e Lorenzo il miglior esterno d’attacco del nostro campionato».

L’esordio di Insigne

Prima di lavorare insieme a Pescara, Insigne e Zeman vissero un’altra buona stagione a Foggia: «Lo vidi nella Primavera del Napoli mi impressionò per tecnica e velocità di esecuzione e lo volli a Foggia in Lega Pro nel 2010, aveva 19 anni. Segnò in stagione 19 gol in campionato e 7 in coppa Italia. Avevo lui, Farias, Sau… una bella squadra. E me lo portai a Pescara l’anno dopo. Lì trovai Verratti, anche lui aveva 19 anni. Soffrì molto la preparazione estiva, tanto che all’inizio non partì titolare, ma appena pronto lo misi e non lo tolsi più: era difficile, per visione di gioco e tecnica, vedergli sbagliare un passaggio. Oggi è il più forte al mondo nel suo ruolo, per me meglio anche di Modric».

La trasformazione tattica di Insigne: «Nei primi anni a Napoli lo facevano correre e difendere per tutta la fascia. Lui è un attaccante, deve restare sempre vicino alla porta. Nei piedi per me ha più di 20 gol. Con me a Pescara segnò 18 reti e fece 14 assist. Chiedete a Immobile quanti gol gli fece fare… Fu il miglior giocatore del campionato anche se la Serie B è diversa dalla A. Con Sarri ha fatto bene, ma con lui si gioca a un tocco, appoggiandosi sempre, mentre a Insigne piace saltare l’uomo, in quello è fenomenale. Con Ancelotti ha qualche libertà in più, l’importante in ogni caso è che faccia l’attaccante e guardi sempre la porta».

Psg -Napoli, il pronostico di Zeman: «Francamente, i francesi hanno qualcosa in più. Vengono da 10 vittorie consecutive in campionato, e davanti hanno tre mostri. La difesa del Napoli si regge su Koulibaly. Non credo basterà come argine».

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