Napoli-Liverpool 1-0, pagelle / Il capolavoro tattico di Re Carlo Ancelotti

Il Maksimovic ritrovato, l’ira funesta del marziano Allan, KK ai suoi livelli migliori. Quasi una guerra mondiale giocata sui nervi

Napoli-Liverpool 1-0, pagelle / Il capolavoro tattico di Re Carlo Ancelotti

OSPINA. Stasera la maglia del pigiama cambia colore: il verde gli dona di più. E si vede. Tre uscite notevoli, una di pugno e due salvifiche coi piedi, prima su Manè, indi su Salah – 6,5

Preciso e attento, sceglie bene i tempi per le uscite quelle poche volte che il Liverpool tira in porta. Perché, Fabrizio, fa strano dirlo, ma il Liverpool sotto porta ci è arrivato pochissimo, perché non ci ha capito niente. Il tackle su Salah mi ha quasi fatto piangere – 7

MAKSIMOVIC. Un giocatore ritrovato grazie a Re Carlo, bisogna sempre ripeterlo. Va sulla fascia destra e presidia con crescente sicumera. Di testa è implacabile. Pure quando svirgola gli va bene – 6,5

Il più bistrattato dalla tifoseria, quello che volevamo vendere un tanto al chilo perché inservibile in campo, diventa l’arma a sorpresa di Ancelotti. Pazzesco, Fabrizio: se me lo avessero detto un mese fa avrei riso per un’ora. E invece è così. Nikola terzino fronteggia Manè. E se la cava benissimo. È una delle favole più belle che abbia mai visto – 7

ALBIOL. Meno di un minuto e firma un anticipo su Firmino, giusto per fargli capire che serata sarà. I Reds schierano i loro tre nanetti tremendi e la difesa azzurra, con quelle orrende bande giallastre, non va quasi mai in bambola. Per fortuna poi che c’è Ospina con le sue uscite da kamikaze – 6,5

Anche per Raul una partita senza macchie. Forse, a volerne cercare una, quella disattenzione su Salah nel secondo tempo, quando ha rischiato di perderselo – 6,5

KOULIBALY. Ai suoi livelli migliori il Maciste Nero: a turno Salah e Firmino gli vanno a sbattere addosso. Si becca un’ammonizione ma nel tripudio generale, a posteriori, è peccato veniale. Intorno al 75’ è mattatore anche davanti: un assist per Callejon, respinta sulla linea e subito dopo al tiro – 7,5

Un giallo che non ne condiziona in alcun modo la partita. Kalidou se ne frega: gli hanno detto che la partita deve essere portata a casa e lui ha programmato il suo fisico bestiale per farlo. Senza pietà. Salah viene annichilito e KK sale palla al piede facendo divertire il San Paolo – 8

MARIO RUI. Il nostro Mariotto lusitano sgroppa senza sosta e senza tema, nel senso di timore, ma è protagonista di una ininterrotta fiera degli errori. Tranne in due occasioni: quando la serve a Milik, che si gira e bombarda invano Alisson, e poi quando imbecca Mertens per una traversa che ancora trema – 6

I suoi cross non sono granché precisi però si propone, aiuta tanto, mette palle al centro con animo generoso – 6

ALLAN. Oramai lo si può celebrare solamente con l’epica, non con la cronaca. Cantami, o Ilaria, del marziano Allan l’ira funesta che infiniti lutti addusse agli avversari. Fa persino magie per evitare un angolo – 8

Allan mi esalta. Mi fa venire i brividi. Guardarlo giocare è come prendere una pozione magica, come sentire i vestiti che si stracciano perché sta venendo fuori il corpo verde di Hulk. È straordinario. È il 42’ quando, non so come, va a prendere quella palla e la tiene in campo di testa. Ha deciso che non deve uscire, che quel pallone deve servire al Napoli, che si può costruire ancora qualcosa. E ci riesce. Allan è la dimostrazione che quando una cosa la vuoi fortemente e lotti per averla, la ottieni. I M M E N S O – 10

HAMSIK. Il Capitano tiene botta per ottanta minuti ed è sempre al centro del gioco, solo che gli manca il guizzo per far volare i compagni. Perde due palle in fase di uscita, nel finale, e Re Carlo lo sostituisce – 6

Non sono d’accordo. Si fa trovare sempre pronto davanti alla difesa e gira palla in maniera intelligente. Cala un po’ nella ripresa, ma credo meriti almeno mezzo voto in più – 6,5

ZIELINSKI dall’81’. Quasi un quarto d’ora, compreso il recupero, di grande vigore costruttivo – 6

Entra per far respirare Marek ma non è che si veda granché – sv

FABIAN RUIZ. L’unico insufficiente stasera, Ilaria cara. Nel primo tempo deambula a vuoto, come se stentasse a trovare una dimensione. Nella ripresa gli capita una pelota splendente come una pepita d’oro ma l’incertezza lo frega – 5

Gioca in un ruolo non suo ma non demerita. Aiuta in avanti anche se non sempre con precisione. Ma il Napoli ha vinto contro il Liverpool, Fabrizio e non è serata da insufficienze – 6

VERDI dal 68’. Il suo ingresso imprime ulteriore velocità dalla metà in campo su. Lui e Insigne, più Callejon e Mertens sono una sinfonia di bassi che fanno di Re Carlo un compositore di genio universale – 6

Se abbinasse alla velocità una maggiore qualità sarebbe una pedina utilissima, invece sbaglia alcune cose molto semplici. Diamogli tempo – 6

CALLEJON. Anche lui, come KK, s’inerpica sulle vette dei suoi tempi migliori. Diverso ma sempre uguale con i suoi tagli diabolici. Si tende come un elastico tra le due fasi e non sbaglia nulla. Stava per segnare, indi assiste Insigne per il sigillo divino del novantesimo – 7,5

Va dove vuole; dove decide arriva, servendo palle come se piovesse. Gomez gli si mette tra i piedi salvando sulla linea, ma è suo l’assist per il gol di Lorenzo – 7,5

MILIK. Come detto, Mario Rui gliene serve soltanto una buona, di palla, e lui la gira bene ma Alisson non cede. Un tiro anche nella ripresa. Mai statico, Arcadio il Polacco meriterebbe tanti palloni in più – 6,5

Un primo tempo di grande intesa con Insigne, in cui fa ballare parecchio la difesa rossa. Un po’ meno pericoloso nella ripresa. Per quanto è forte fisicamente dovrebbe ricevere molte più palle dai compagni – 6,5

MERTENS dal 68’. Una traversa alla Bruce Lee. L’azione del gol parte da lui – 7

Quella traversa ha del clamoroso! – 6,5

INSIGNE. Al 10’, si esibisce in un diagonale di sinistra che va a lato di poco. Su due palle promettenti, una di Callejon, l’altra di Milik, non aggancia per eccesso di velocità. Cerca la porta in tutti i modi, fino all’ultimo. E viene premiato – 7,5

Troppo egoista al 10’: ne aveva due da servire in area e uno che aspettava di lato, invece tira e non centra la porta e leggerezze così, in Champions contro il Liverpool, non puoi commetterne. Aggancia e smista col tacco il recupero di testa di Allan al 42’. Al 49’ regala una splendida palla a Milik. Velocissimo, disorienta completamente la difesa dei Reds. Cerca il gol fino all’ultimo secondo. Lo trova in scivolata, da attaccante puro. Un gol che resterà nella storia. Trova la nostra gioia e la sua – 10

ANCELOTTI. C’è qualcuno che, al novantesimo, si fa raggiungere dal Liverpool. E qualcuno che, invece, li batte, sempre al novantesimo. Cordiali saluti ai gufi della nostalgia anglo-partenopea. Re Carlo fa un capolavoro tattico – 10

Una partita talmente intelligente che sembra una guerra mondiale giocata sui nervi. Fin dal riscaldamento pre-partita, quando Klopp si mette a studiare i nostri con il suo sguardo da maniaco folle e i nostri non si lasciano turbare perché Re Carlo li ha psicologicamente plasmati per vincere. La partita era chiusa già lì: nulla può essere fatto, contro una testa vincente. Il mister schiera Maksimovic e Ospina, forse i più odiati dalla tifoseria napoletana e li trasforma in mammasantissimi. Il Napoli domina al San Paolo contro la squadra che avrebbe dovuto riempirci di gol. La partita perfetta. Il Napoli in vetta alla classifica del girone. Fabrizio caro, è una goduria indicibile: bisogna solo rivederla in loop – 10 con lode e pure il bacio accademico

ARBITRO KASSAI. Non fa kassate, per fortuna, nonostante la sfiducia preventiva di Re Carlo. Anzi forse proprio per quella – 6

Nemmeno notato. Eravamo troppo belli per guardare altro dal gioco – 6

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