Maldini: «Ancelotti vincerà tanto anche a Napoli, ha già cambiato ruolo a gente affermata»

Le parole di Maldini su Ancelotti: «All’inizio della sua carriera non voleva uscire dal suo schema, poi è diventato un maestro nella gestione del gruppo».

Maldini: «Ancelotti vincerà tanto anche a Napoli, ha già cambiato ruolo a gente affermata»

L’intervento al Festival dello Sport

Paolo Maldini celebra il suo ex compagno di squadra e allenatore Carlo Ancelotti, sul palco del Festival dello Sport a Trento: «Con lui ho vissuto un periodo bellissimo. Carlo è un maestro nel gestire il gruppo, con lui riuscimmo a goderci il meglio di ciò che il calcio poteva regalarci. È un tecnico diverso rispetto ai suoi inizi, a Parma non voleva uscire dai suoi schemi e dopo è diventato più elastico. Ora la sua esperienza gli permette di vedere una ogni squadra in un’altra maniera. A Napoli? Vincerà tanto anche lì, in poco tempo ha già cambiato ruolo a calciatori affermati come Hamsik e Insigne».

Prima di Ancelotti, al Milan sono passati Sacchi e Capello: «Per me tutto è iniziato con Liedholm, che mi insegnò a giocare a calcio e mi lanciò. Dobbiamo fare un passo indietro e riconoscergli di aver iniziato questa grande epoca del Milan. Con Sacchi era un insegnamento continuo, era pressante, ho ancora gli incubi. Se penso a lui, ricordo che abbiamo vinto solo un campionato su quattro. Ed mi sono sempre chiesto perché non avessimo vinto tanto in Italia come facevamo in Europa. Probabilmente perché lui voleva giocare in qualsiasi condizione (fisica, avversario, climatica) alla stessa maniera e può essere un limite. Ma grazie a quella stessa tipologia di gioco, puoi arrivare a livelli alti nel mondo».

Il problema dei giovani in Italia secondo Maldini: «Ci sono delle generazioni con più talento ed altre con meno. Secondo me ci sono i giovani forti, il sistema non aiuta sicuramente. O sei un fenomeno, oppure nessun ragazzo che esce da una Primavera è pronto per un campionato professionistico, nemmeno in Serie C. Questo deve far pensare. L’introduzione delle seconde squadre, la voglia dei tecnici di inserire più ragazzi: il calcio dovrebbe andare verso questa direzione, altrimenti i risultati li abbiamo sotto gli occhi».

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