Kassai, un arbitro importante con una sola macchia in carriera (Real Madrid-Bayern)

Viktor Kassai ha diretto la finale di Champions del 2011, e Italia-Germania agli Europei 2016. Ora è in fase di “rilancio” dopo la notte terribile del Bernabeu.

Kassai, un arbitro importante con una sola macchia in carriera (Real Madrid-Bayern)

Real Madrid-Bayern

Ieri abbiamo scritto di Viktor Kassai, o meglio abbiamo ricordato il «precedente nefasto» citato ieri da Ancelotti in conferenza stampa. Il tecnico del Napoli ha incrociato il direttore di gara ungherese in una partita davvero negativa per lui, Real Madrid-Bayern Monaco. Un vero esempio di come una prestazione arbitrale negativa possa incidere su una partita, e cambiarla completamente. Due gol in fuorigioco convalidati e un’espulsione inventata, il Bayern perse al Bernabeu la semifinale di Champions dopo aver completato un’incredibile rimonta contro le Merengues. Ci sta che Carletto abbia un ricordo pessimo di Kassai, come detto ieri davanti ai giornalisti di tutta Europa.

Allo stesso modo, però, va chiarita la posizione del fischietto ungherese: Kassai è un arbitro importante, con un curriculum di alto livello. Ha compiuto da poco 43 anni, eppure già nel 2011 ha arbitrato la finale di Champions League tra Barcellona e Manchester United. Prima e dopo, tante altre partite importanti: l’ultimo atto dei Giochi Olimpici del 2008, la partecipazione agli Europei 2016 e la direzione di Italia-Germania, ai quarti di finale. Non si ricordano altri casi di errori clamorosi, anzi l’unica macchia della sua carriera resta Real Madrid-Bayern. Una partita decisamente sballata e sbagliata, che è costata tantissimo a Kassai: da allora, solo tre match di Champions arbitrati, tra l’altro neanche di grande richiamo. Dalla Primavera del 2017 ad oggi, l’arbitro ungherese ha diretto Olympiacos-Sporting, Maribor-Liverpool e RB Lipsia-Besiktas. E ha saltato il Mondiale 2018.

Come dire: Kassai è in fase di “rilancio”, Napoli-Liverpool è il primo appuntamento importante dopo un anno e mezzo di “punizione”, o quantomeno di ridimensionamento. Ancelotti ha messo le mani avanti, memore di una propria esperienza (molto) negativa, ma non devono esserci approcci viziati dall’ansia. Real Madrid-Bayern resta un caso unico, e Kassai potrebbe (dovrebbe) aver imparato dai suoi errori. Ha avuto modo per ripensarci, dopotutto.

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