Torino-Napoli a teatro: la perfetta interpretazione di Insigne

L’inedito tridente, i primi venti minuti come se non ci fosse un domani. Poi l’errore di Luperto e quindi di nuovo Insigne con la sua doppietta

Torino-Napoli a teatro: la perfetta interpretazione di Insigne

Torino – Napoli

Prologo

Il Napoli in scena a Torino, dopo le fatiche di Belgrado. Ancelotti rivoluziona il gruppo titolare, alla ricerca di una prova a prova a di critiche (negative). Mazzarri, tormentato dal passato. La maglia azzurra, miliardi di sigarette bruciate al vento ed il ritorno al 3-5-2, biglietto da visita del tecnico livornese, nella buona e nella cattiva sorte.

Atto primo

Azzurri in campo come se non ci fosse un domani. L’inedito tridente si impossessa dell’area di rigore granata, (Mertens per Insigne, Insigne per Mertens, entrambi per Verdi), tanto che già al quarto minuto il “24” è costretto al gol. Il centrocampo, altrettanto inedito inusuale detta i tempi di un copione ripetuto fino allo stremo, più verticalizzazioni, più concretezza, meno filtri mangiucchiati insomma.

Il Magnifico Lorenzo prende la scena come un Eduardo qualsiasi, tra giochi di prestigio, movimenti senza palla ed incessanti richiami all’attenzione. Mertens dal canto suo sta al gioco, prova l’affiatamento con il novello Verdi, pochi sguardi, ed ecco il belga in versione “spalla”, l’ex Bologna, alla ricerca del primo gol in azzurro, sta a gioco, ed al ventesimo è 0 -2. Il primo tempo scorre veloce, tra le urla ed i tentativi di strapparsi via la pelle di Mazzarri, ed il possente ed esaltante possesso palla dei partenopei . Verso la fine, Belotti e Zaza, guardano per la prima volta negli occhi Ospina, fatte le presentazioni, l’arbitro fischia la fine del tempo. Fischi del pubblico (granata)

Atto secondo

Il Torino, ricordandosi di aver accettato di scendere in campo anche per il secondo tempo, prova lo scatto d’orgoglio. Luperto, fino a quel momento brillante esordiente dal primo minuto si presta all’errore di gioventù, fallo su Berenguer in area e penalty. Belotti, fino a quel momento ancora in tuta, trasforma spiazzando Ospina: 1-2. Il copione sembra di colpo aver subito un’improbabile variazione, con i granata all’attacco ed i partenopei costretti al riassetto in corsa.

Pochi minuti e complice un contropiede, magistralmente gestito dagli azzurri, l’ennesima marcatura di Lorenzo Insigne tramutatosi ormai in irritante goleador. Al cinquantanovesimo minuto è 1-3. A seguire, il solito palleggio partenopeo, intervallato di tanto in tanto da qualche verticalizzazione, l’ingresso in campo di Allan, con relativa dose di malvagio (per gli avversari) agonismo, qualche crollo in area di Zaza in memoria dei bei tempi dall’altra parte di Torino, l’orologio di Mazzarri, sempre in bella mostra, e le urla dalla panchina di Ancelotti (figlio) contro ogni calo di tensione e di attenzione.

Epilogo

Il Napoli batte il Torino in casa propria. Torna il bel gioco in casa azzurra. Mazzarri si arrabbia e fuma più del dovuto. Insigne è.. davvero qualcosa di bello. Dazn, ha definitivamente annullato il concetto di tempo, con gol avvertiti in orario diverso a seconda della residenza. Peggio del pur grazioso pezzotto.

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