Sei tiri in porta, sei gol subiti: il Napoli tra statistiche e problemi difensivi

Dati alla mano, il Napoli di Ancelotti è una squadra con un buon dispositivo in fase di non possesso. Solo che manca equilibrio in alcuni frangenti.

Sei tiri in porta, sei gol subiti: il Napoli tra statistiche e problemi difensivi

Il dato Opta

L’analisi tattica scritta da Alfonso Fasano questa mattina si conclude con un dato tratto dall’account Twitter Opta Paolo:

Fa strano pensare come una squadra che ha subito 6 gol in tre partite abbia concesso solamente 6 tiri in porta in 3 partite. Invece è proprio così, ed è sintomatico di come il peso dell’episodio, in uno sport come il calcio, sia ancora enorme rispetto al lavoro settimanale.

Ovviamente, con il termine episodio identifichiamo la grande giocata dell’avversario, l’errore di lettura individuale del calciatore in difesa, l’atteggiamento complessivo della squadra dal punto di vista emotivo in un certo frangente. Cose che non dipendono direttamente, o comunque strettamente, dal modello tattico e dall’approccio al gioco. Anzi, il paradosso è che il sistema possa essere compromesso nelle sue fondamenta da mancanze del singolo. Tali che, e torniamo su, una squadra che ha concesso 6 conclusioni in porta in 3 partite ha subito 6 gol. Anche il dato totale non è negativo: 27 tentativi concessi agli avversari, per una media di 9 per match. Una cifra non è lontana da quella di Sarri 2017/2018 (8.6 per match).

Il (doppio) problema di Genova

Le reti subite ieri sera a Marassi sono state raccontate spiegate così nell’analisi tattica:

La Sampdoria, esattamente come detto da Ancelotti, ha sfruttato un atteggiamento poco reattivo e quindi poco cattivo dei giocatori del Napoli rispetto alle cose da fare in campo. Un due contro uno in contrasto, con Hysaj che aspetta l’arrivo del pallone senza aggressività e Zielinski che si fa bruciare due volte.

In occasione del secondo gol di Defrel, tutto nasce da una palla persa in maniera scellerata ancora da Zielinski: il polacco appoggia lentamente verso Mario Rui, in orizzontale e in direzione della fascia sinistra. Passaggio moscio, Mario Rui in ritardo e Saponara anticipa il movimento e riesce a giocare il pallone all’indietro. A quel punto, il Napoli fa fatica a rientrare e offre a Bereszinsky la discesa facile sulla fascia destra.

Due letture singole sbagliate sul primo gol, un errore in appoggio e una carenza strutturale sul secondo gol. Il Napoli di Ancelotti è una squadra difensivamente ambiziosa (lo scriviamo dai primi giorni di ritiro a Dimaro), che proprio per questo paga doppio dazio quando la struttura viene compromessa anche da errori dei singoli.

Le conclusioni

La leggenda dei grandi gol al primo tiro subito dal Napoli è abbastanza aderente alla realtà. Immobile a Roma, Bonaventura al San Paolo, Defrel ieri. Il Napoli non concede occasioni nitide all’avversario, raramente viene davvero cancellato in fase di non possesso. È una squadra che fa fatica a difendersi attaccando più che a difendersi e basta. Sarri aveva trovato un compromesso di coperture preventive e di meccanismi di risalita che risolvevano parte del problema (negli ultimi tre anni la squadra azzurra non ha mai avuto la miglior difesa), Ancelotti ha deciso di cambiare qualcosa nello sviluppo della manovra e sta pagando in termini di equilibrio in alcuni frangenti della partita.

Ripetiamo: 6 conclusioni in porta in 3 partite sono una cifra ottima, basti pensare che la Juventus tocca quota 8. Però va sistemata la tenuta del campo, che non limita queste occasioni ma mette in condizioni la squadra di dominare il pallone e quindi i ritmi di gioco in maniera più profonda. Del resto, i 5 gol segnati nascono in momenti di gioco ad alta intensità collettiva. Ieri la Sampdoria ieri ha disinnescato bene queste situazioni, tranne che per un breve segmento a inizio ripresa. È una questione di distanze e posizionamenti in fase di possesso che allungano la squadra, forse non ancora pronta a sostenere la rivoluzione di Carletto. Quantomeno, non ancora pronta a farlo per tutti i novanta minuti di una partita.

La Fiorentina, prima della Stella Rossa, sarà un buon test. La squadra di Pioli è diretta, verticale, punta molto sugli strappi dei suoi giovani ipercinetici (Chiesa su tutti). Il Napoli dovrà essere bravo a capire come gestire meglio le spaziature in campo, come evitare di tenere di più il pallone e abbassare ancora il dato di conclusioni. In realtà, numeri alla mano, basterebbe che la percentuale realizzativa del 100% rispetto ai tiri in porta subiti si abbassasse leggermente. Sarebbe un bel passo in avanti.

 

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