Napoli-Fiorentina 1-0, pagelle / Sostanza e punti. Il Napoli è come un rettile che cambia pelle

Allan vampirizza, Milik inventa, Insigne diventa centravanti. Il Capitano gioca novanta minuti e gli vengono i crampi

Napoli-Fiorentina 1-0, pagelle / Sostanza e punti. Il Napoli è come un rettile che cambia pelle

Le pagelle di Napoli-Fiorentina 1-0, a cura di Fabrizio d’Esposito e Ilaria Puglia

KARNEZIS. Dà la sensazione, Ilaria cara, di offrire qualche rassicurazione in più di Ospina. Ma forse è solo una percezione sbagliata, tipo l’allarme migranti inventato da Salvini. In ogni caso si esibisce con una parata spettacolare su Eysseric all’11’ – 6

All’11′ devia in calcio d’angolo una palla che forse non era così impossibile da fermare altrimenti. Al 76’ non azzecca il rilancio per Hysaj e getta una palla alle ortiche. Due le note positive. Uno: cazzèa i suoi difensori subito dopo la deviazione in calcio d’angolo, il che vuol dire che ha preso confidenza con la squadra e con il ruolo. Due: non prende gol. E non è affatto poco – 6

Difesa inviolata

HYSAJ. Ancora in regressione rispetto agli esordi scoppiettanti di agosto. E stavolta s’addorme pure con Chiesa alle spalle e abbiamo detto tutto. In fase d’uscita lui e Maksimovic un paio di volte stanno in bilico sul filo del rasoio. Fiùùùùùùùù. Per fortuna non succede il patatrac. Non fa nulla o quasi per offendere in avanti. Si salva come tutta la difesa per la prima partita senza gol nella porta amica – 6

Impreciso a volte, ma contrasta abbastanza bene – 6 

MAKSIMOVIC. Detto di lui e Hysaj in fase d’uscita, il corazziere serbo concede comunque una prestazione onesta, senza fronzoli. E sulla fascia recupera una bella palla al 49’ – 6

Qualche defaillance non grave nel primo tempo. Al 48’ recupera una bellissima palla ma non riesce ad impostare l’azione e la perde subito. Piano piano, poi, acquista fiducia. Certo è lontano dagli standard di Albiol, ma è stato un esordio senza grandi nei – 6 

KOULIBALY. Sottopone Simeone a torture degne di Guantanamo. Lo picchia letteralmente quando non l’annulla. Qualche passaggio buttato però non se lo risparmia. Stasera s’intravede un ritorno alla normalità del passato. In fondo, la difesa sarà stata pure un colabrodo nelle prime tre giornate, ma subire sei gol su sei tiri avversari e basta è segno di una ciorta non comune – 6,5

Sudatissimo a causa della temperatura tropicale che da giorni attanaglia la Napoli settembrina, difende la linea che gli è assegnata con il corpo di ebano lucido. Qualche imprecisione nei movimenti, invece il fisico è un’armonia geometrica – 6

MARIO RUI. Si sdoppia. Alterna giocate orrende e finezze da gran rifinitore. All’84’ si ritrova una pelota d’oro tra i piedi, da servire a qualcuno dei tre che lo accompagnano. Invece spreca nel deserto – 6

Tocca meno palle dell’anno scorso, forse perché vengono smistate un po’ da tutti. Resiste fino alla fine, fisicamente. Diciamo che Chiesa risalta più di lui nei contrasti, a parte quella scivolata verso la fine della partita – 6 

Un guerriero senza pause

ALLAN. Vampirizza con la forza della mente e delle gambe una quantità infinita di palloni. Al punto che la notizia è quando Gerson gliene sradica uno a lui, somma onta da riparare con il sangue. Un guerriero senza pause. Il migliore, per l’ennesima volta, stavolta con Insigne – 7

Lotta davanti e a centrocampo, di forza e fisico, come sempre. Al 38’ da un suo errore scaturisce una buona palla per Chiesa che per fortuna la manda fuori. Al 44’ afferra la palla, devia la sua corsa, si gira e la mette in mezzo. Non c’è nessuno, ma è il gesto che è fantastico, come il fatto che spessissimo arriva a mettere i compagni davanti alla porta. È protagonista di una bellissima azione al 73’, ma i crampi hanno la meglio – 7,5 

HAMSIK. Chiariamoci, Ilaria. Potremmo cavarcela con le solite frasette tipo “esegue il suo compitino”, ma faremmo torto all’intelligenza del Capitano. Da regista qualcosa indovina, tuttavia nel complesso non tocca mai la sufficienza. E si divora in modo maldestro una ghiotta occasione partorita da una grande combinazione tra Zielinski e Callejon. In ogni caso gioca per tutti e novanta i minuti e gli vengono i crampi – 5,5

Perde subito una delle prime palle che intercetta, ma non sono d’accordo con l’insufficienza. I suoi passaggi, a volte, sembrano radiocomandati. Al principio del secondo tempo riceve una palla perfetta da Callejon, gli rimbalza davanti e la manda alle stelle, purtroppo. E’ anche vero che al 65’ possiamo ritenerlo cotto (e fermo in mezzo al campo). Ma non molla neppure quando non ce la fa più per i crampi. Non è stato pericoloso ma generoso – 6 

Le fasi alterne di Piotr

ZIELINSKI. E’ nel caos che emerge la sua energia ancestrale che fa il vuoto alle sue spalle. Non le azzecca tutte, ma la sua vitalità è decisiva: costruisce assist, inventa e tira. Peccato per il mancato raddoppio, quando spara sul portiere – 6,5

Bellissima la palla tesa che serve ad Insigne che di prima la butta verso la rete, mancandola di poco.  Al 62’ tiene la palla attaccata al piede in un dribbling perfetto e poi si coordina male e tira sopra la traversa. Perde un paio di palle pericolose. È come se ci fosse qualcosa che ogni tanto si inceppa. Come se ogni tanto si fermasse e si lasciasse sparire. Tutto sommato, però, è bella la sua verve – 6,5 

Il più duttile

CALLEJON. Il simbolo del sarrismo è stato tra i più lesti ad adeguarsi al nuovo corso di Re Carlo, più pragmatico e meno ottuso, Dal suo piede origina il primo pericolo per i viola. Indi un taglio al volo su ispirazione di San Piotr – 6

Il primo pericolo per i viola di cui parli viene dall’impossibilità di servire un compagno. Mi è piaciuto lo spunto e sì, credo anche io che sia quello che, paradossalmente, si sia adattato meglio all’ancelottismo – 6 

OUNAS dal 70’. I suoi barocchismi servono a guadagnare tempo – 6

All’82’ prende la prima palla, nello stretto, e se la cava nel contrasto. Sembra entrato con il piglio migliore. Poi, subito dopo, quasi regala una palla pericolosissima a Simeone. Riprende Mario Rui all’83’ perché tira in porta e non lo vede mentre è pronto ad andare al centro dell’area. Non va incontro ai difensori viola per sfruttare eventuali errori e la loro stanchezza, eppure è freschissimo. Non mi è piaciuto granché, stasera – 5,5 

Un uomo invisibile…

MERTENS. Si sceta solamente quando capisce di uscire, al 56’. E va al tiro. Nello schema a due là davanti, è l’Uomo Invisibile – 5

Ho annotato la stessa cosa tua sul mio taccuino – 5 

…uno davanti al quale ci togliamo il cappello…

MILIK dal 56’. Entra e fa segnare Insigne. Chapeau – 6,5

Non solo: al 60’ serve anche una palla meravigliosa ad Insigne. Insigne diventa centravanti, lui giocatore di fantasia. Molto molto bene – 6,5 

…e poi il Magnifico

INSIGNE. Pencola su tutta la linea offensiva, da sinistra a destra e viceversa e ci prova in tutte le maniere possibile. Al volo, su pallonetto, di testa. Il Magnifico è quello che ha cercato il gol più degli altri e l’ha trovato, con una giocata di talento puro, stop a seguire e tiro – 7

Il gol che fa è bellissimo, la velocità eccezionale. Mi è piaciuto moltissimo, dal primo minuto di gioco, nonostante la posizione diversa in campo. Impara a giocare come vuole Carletto. Ed è prezioso – 7,5 

ROG dall’81’. Tergiversa con irruenza, un ossimoro per far passare i minuti – 6

SIGNORI! L’arbitro gli fischia fallo a favore. Io scendo qui – 6 

Come un rettile che cambia pelle

ANCELOTTI. L’approccio finalmente non è più molle. La sosta ha fatto bene. I nostalgici del circo ancora storcono il naso, ma Re Carlo è sostanza e punti e va bene così. In più ritorna il bacio sulla testa al marcatore – 6,5

Che bella la sobrietà dell’esultanza, con il petto contro quello del figlio ma senza troppa enfasi e il figlio che lo abbraccia. La sobrietà, che meraviglia. E pure quel bacetto. Il Napoli di Ancelotti assomiglia ad un rettile che cambia la pelle. Hai mai assistito alla scena, Fabrizio? C’è quasi una sofferenza nei suoi lineamenti, e una lentezza grave, la pelle cade a pezzetti, si sbrandella, e nei punti in cui si stacca dal corpo emerge una lucentezza brillante. Trovo questa metamorfosi eccitante. Forse la cosa meno monotona e ferma associabile in questo momento alla città tutta (o forse a tutta l’Italia). L’unico problema che potrebbe avere Re Carlo è che Allan è l’unico insostituibile – 7 

ARBITRO FABBRI. Sbandiera a ripetizione cartellini gialli ai viola, tutti meritati. Per il resto, un po’ lascia correre, un po’ no. Ma non fa danni – 6

La cosa più triste è assistere impotenti alla neutralizzazione del Var – 5,5 

 

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