Juventus-Napoli, gli incroci pericolosi di Gedeone Carmignani

Calcio in Soffitta / Il portiere arrivato al posto di Zoff viene ricordato senza grosso entusiasmo, eppure il suo rendimento non fu così scadente.

Juventus-Napoli, gli incroci pericolosi di Gedeone Carmignani

“Ode a Ge-ode-one”

Oh tu, portiere dalle mani liquide,
non eri proprio un “Karne-ade-zis”,
a volte ti fischiavano ma “Meret-avi” di più,
paravi, salvavi, ti tuffavi ma per molti tifosi
eri sempre la “O-spina” della nostra difesa.

Quello che andremo a leggere non sarà l’elogio di Pietro Carmignani, cinque stagioni a difendere la porta degli azzurri, ma vuole esserne almeno una rivalutazione dopo ingiuste ed ingiustificate critiche. Sei anni di intrecci, mezza dozzina di incontri, sei gol fatti e dodici subiti, la Matematica sembra non sbagliare. Questo il riassunto delle partite nello scambio di portieri più doloroso nella storia del Napoli, quello tra Carmignani e Zoff.

La faccenda è tristemente conosciuta e risaputa. Estate 1972, Allodi, dopo tante insistenze e promesse, strappa in un colpo solo Zoff e Altafini al Napoli dando in cambio Carmignani e Damiani (che i bianconeri avevano ‘parcheggiato’ al Vicenza) più un conguaglio in milioni, nemmeno mezzo miliardo dell’epoca. Come sia andata a finire è altrettanto noto. Nello scontro dell’aprile del 1975 a Torino Zoff salvò miracolosamente il 2 a 1 degli azzurri su Juliano e Altafini mise in rete la palla della vittoria juventina beffeggiando proprio ‘Gedeone’.

Zoff in maglia Napoli

La prima stagione

Letale, nel cuore dei tifosi, fu questo scambio, nessuno sembrò digerire questo colpo basso di Ferlaino, tutti accolsero il nuovo portiere con scetticismo e diffidenza. Eppure i dati statistici smentiscono i cuori azzurri e dimostrano come Carmignani non sia stato un portiere scarso. Anzi, col tempo e con i metodi di Vinicio, che gli insegnò a giocare anche con i piedi, la sua levatura tecnica migliorò non poco.

Quando il portiere nato ad Altopascio (LU) approdò al Napoli, Chiappella lo prese da parte e gli disse: «Tu devi parare, resta tra i pali e evita in tutti i modi che gli avversari ti facciano gol». Il portiere-soldatino ubbidì e, forte anche di una difesa di ferro che aveva nella coppia Bruscolotti-Vavassori i suoi cardini-mastini e Zurlini un signor libero, con Rimbano che spingeva e copriva l’ala destra di turno, a fine campionato subì solo 20 reti. Seconda difesa del campionato, Zoff alla Juve neo campione d’Italia ne prese 22. Prima piccola soddisfazione del biondo e bonaccione estremo difensore. Accolto come Ospina e Karnezis insieme, cioè con la puzza sotto al naso.

Vinicio

Poi arrivò “O’ lione” e il buon Pietro si trasformò in una sorta di Jongbloed napoletano, il portiere dell’Olanda degli oranges, del calcio totale, dei basettoni e delle birre. E delle mogli in ritiro. Tutti facemmo fatica a leggere di quel paragone perché Carmignani era di indole dolce e tranquilla mentre Jongbloed era un matto totale. Indossava il numero 8 e calciava con i piedi, aveva un viso da ergastolano, era un perditempo con la passione del whisky. Insomma, l’opposto di ‘Gedeone’ che intanto prendeva moglie napoletana e faceva nascere sua figlia nella nostra città.

Anche con Vinicio il suo rendimento fu di buon livello, e nelle tre stagioni trascorse agli ordini dell’ex centravanti di Belo Horizonte Carmignani prese quasi gli stessi gol che incassò Zoff alla Juve. 74 contro 71. Non male per uno che doveva far dimenticare un monumento nazionale come il taciturno Dino. Addirittura nel campionato del secondo posto, nel 74-75, rimase imbattuto per 15 gare su 30 e in più di un’occasione fece grandi parate.

A parziale risarcimento e rivedendo le immagini di quella gara, Carmignani non ebbe grandi colpe nemmeno nel ‘cappotto’ interno con la Juve, il famoso 6 a 2 di Fuorigrotta. Purtroppo quel giorno gli attaccanti juventini gli spuntavano da tutte le parti, facilitati da una difesa stanca e sulle gambe dopo la gara di Coppa Uefa col Banik Ostrava. Proprio la settimana prima, nello 0 a 0 di San Siro con il Milan, Carmignani era stato il migliore in campo con parate che avevano salvato il risultato. Quello fu l’anno in cui gli riuscì davvero tutto bene. Anche parare bordate e punizioni-bomba di Boninsegna e Antognoni, due specialisti dei calci piazzati. Quando si dice il destino…

La stagione più brutta

L’anno peggiore di Pietro, soprannominato anche “mani di fata” per una presunta fragilità nell’accalappiare la palla, fu l’ultimo, quello con Pesaola allenatore. La casella delle reti subite dice 38 ma tre furono incassate dal suo secondo Favaro. Probabilmente, però, l’estremo difensore, che passò da completi col classico nero al grigio e poi ad un bel verde scuro, pagò l’annata no di un Napoli che dopo la semifinale persa con l’Anderlecht mandò tutto a rotoli.

La squadra si disunì, iniziarono le polemiche interne e lo stesso Pesaola non perse occasione per mangiarsi labbra e sigarette per l’arbitraggio scandaloso di Matthewson portando con sé gli strascichi fino alla fine del campionato. Ultima partita al San Paolo, ultima di Carmignani con gli azzurri. Il Napoli perde con la Fiorentina per 2 a 1, in porta con i viola c’è Mattolini che un mese dopo sarà il nuovo portiere degli azzurri, voluto da Di Marzio che voleva svecchiare la rosa a tutti i costi. Invasione di campo, partita persa a tavolino per 2 a 0, Giudice Sportivo che infligge tre giornate di squalifica al campo. Un’ammenda pesante che sarà poi annullata con l’inizio del nuovo campionato.

Mattolini al Napoli e Carmignani alla Fiorentina, dove giocherà solo 8 partite e inizierà a pensare al futuro. Un futuro fatto come allenatore dei portieri prima e poi come vice sia al Milan dell’era Sacchi (che lo portò anche in Nazionale) che al Parma come traghettatore dopo i disastri fatti da Malesani e Ulivieri. Una nuova carriera che fece storcere il naso ai nostalgici dei tempi del Napoli di Vinicio quando Carmignani  tornò da avversario, sedendosi in panchina, coi rossoneri e coi ducali parmensi. Ecco, i leoni di Vinicio, per noi di quella generazione, erano sacri, intoccabili e vederne uno da avversario al San Paolo faceva sempre un po’ male. Ma meglio in panchina che in campo, no?

 Tutte le gare in cui si sono affrontati Zoff e Carmignani

Juventus con Carmignani, Napoli con Zoff

1971-72, 28 novembre 1971, Juventus – Napoli 2-2

Reti: Altafini, Capello, Improta (rig.), Bettega

L’unica gara giocata a Torino con Zoff al Napoli e Carmignani alla Juve è quella finita con un rocambolesco pari per 2 a 2 il 28 novembre del 1971.

Juventus con Zoff, Napoli con Carmignani

1972-73, 17 marzo 1973, Juventus – Napoli 0-0

1973-74, 10 febbraio 1974, Juventus – Napoli 4-1

Reti: Capello, Anastasi 2, Capello (rig.), Clerici (rig.)

I rigori di Clerici e Capello

1974-75, 6 aprile 1975, Juventus – Napoli 2-1

Reti: Causio, Juliano, Altafini

1975-76, 4 gennaio 1976, Juventus – Napoli 2-1

Reti: Savoldi (rig.), Damiani, Gori

Il rigore di Savoldi

1976-77, 1 maggio 1977, Juventus – Napoli 2-1

Reti: Bettega, Massa, Furino

Nelle altre gare in cui si sono trovati di fronte i due portieri, stavolta Carmignani tra le fila degli azzurri e Zoff tra quelle bianconere, la Juventus ha avuto un predominio netto e schiacciante. Sulle cinque partite totali giocate, una sola, la prima, è finita con un pari. Nelle altre quattro la Juventus ha vinto sempre, tre volte per 2 a 1 ed una volta per 4 a 1.

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