Insigne si scopre attaccante cinico e segna un gol alla Altafini

Tre gol in due partite nella sua nuova vita. È scomparso il tiro a giro. È comparsa la freddezza sotto porta. Il regista è Ancelotti

Insigne si scopre attaccante cinico e segna un gol alla Altafini

Secondo in classifica cannonieri

Tre gol in due partite. E anche una traversa colpita in Champions, di cui parleremo. Quattro gol in classifica marcatori, Insigne ha segnato anche contro la Lazio, e secondo posto alle spalle di Piontek. È il nuovo Lorenzo Insigne cui Carlo Ancelotti ha cambiato la vita, calcisticamente parlando. La svolta è avvenuta con Napoli-Fiorentina. Ancelotti lo ha spostato, lo ha fatto traslocare dalla sua zona preferita, la zolla in cui ha vissuto negli ultimi tre anni (possiamo dire anche cinque). Lo ha fatto tornare ai tempi di Zeman che vedeva bene “ragazzo al centro”. Lo ha consegnato al ruolo di punta: due volte su tre con Mertens, a Belgrado al fianco – o meglio subito dietro – di Milik.

E in due partite Lorenzo ha segnato tre gol. Tutti e tre in area. Tutti e tre da attaccante. Il primo contro la Fiorentina con un movimento da centravanti, a dieci minuti dalla fine, con un destro in diagonale. Oggi la doppietta a Torino. Il primo è certamente più semplice. Comunque denota una certa dimestichezza col ruolo. Perché quei gol bisogna sempre segnarli, anche se la difesa avversaria ti serve il pallone su un piatto d’argento. Insigne ha dimostrato cinismo e ha segnato dopo tre minuti.

Come quel gol maledetto del 1975

Il secondo gol ha ricordato una rete che è rimasta ahinoi storica per il Napoli. Sempre a Torino. Quella segnata da Altafini nel 1975, quando riprese il pallone che Cuccureddu aveva spedito sul palo e divenne core ‘ngrato mettendola alle spalle di Carmignani. Insigne oggi ha ripreso il pallone che Callejon aveva calciato sul palo ed è stato freddo a controllarlo per poi col destro appoggiarlo sul primo palo. Sembra facile ma non lo è.

Evidentemente Ancelotti ha individuato in Insigne doti da attaccante. È scomparso persino il tiro a giro. Martedì, in Champions, Lorenzo ha scoccato un tiro che non gli avevamo mai visto fare: forte, di collo piede, con cui ha colpito la traversa. Abbiamo già scritto qui che il tecnico di Reggiolo ha in mente di trasformarlo in Mancini. Insigne era quasi sempre il calciatore del Napoli a tirare di più in porta. Due anni fa ha segnato venti gol in stagione, lo scorso anno invece 14 (con 8 in campionato). Avevamo scritto che il gol porta dipendenza. È quello che sta avvenendo. Sotto la regia silenziosa di Ancelotti che ha spalancato le porte di un’altra esistenza a Lorenzo Insigne.

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