Tebas denuncia Inter e Juventus: «Trucchi per destabilizzare il mercato»

Le parole di Tebas al quotidiano Abc: «L’operazione-Ronaldo è puramente fiscale, dietro l’offerta per Modric ci sono dei soldi arrivati da chissà dove».

Tebas denuncia Inter e Juventus: «Trucchi per destabilizzare il mercato»

L’intervista ad Abc

Javier Tebas contro il resto del mondo. O meglio: contro il resto del calcio europeo. Il boss della Liga ha attaccato duramente l’Inter e il Psg, e ha fatto allusioni anche alla Juventus. In un’intervista al quotidiano Abc, il manager spagnolo ha messo in dubbio certe strategie di calciomercato: «La Liga va perdendo le sue stelle? Dobbiamo chiederci cosa succede. In realtà ci sono club-stato che stanno inflazionando il mercato prendendosi i giocatori. In alcune squadre succedono cose che non dovrebbero succedere. Mi riferisco al Psg ma anche all’Inter con la cifra mostruosa offerta a Modric. Soldi che arrivano da chissà dove». Sulla Juventus: «Bisogna vedere com’è l’operazione alla fine, ma si tratta di una mossa fondamentalmente fiscale del calciatore. Per quanto riguarda Modric, ci sono sicuramente dei trucchi che destabilizzano il mercato. E la stessa cosa succede con Manchester City e Psg».

Una richiesta al governo spagnolo: «L’unica cosa che chiedo è che non ci danneggino dal punto di vista fiscale. In Francia o in Inghilterra c’è una tassazione migliore e questo ci rende meno competitivi. Ho espresso la mia preoccupazione all’esecutivo, ma ci sono molte preoccupazioni da affrontare e la tassazione è solo una di queste. La famosa “Legge Beckham” si applica ancora a molti sportivi, tranne che nel calcio. Penso che non dovremmo essere discriminati».

Tebas sul Fair Play Finanziario: «È una misura obsoleta, serve a sanzionare i club albanesi, cechi o turchi. La Uefa deve avere il coraggio di regolamentare l’ingegneria finanziaria di alcuni club, Real Madrid, Barcellona o Bayern Monaco non hanno stati alle loro spalle, non possono tenere il passo e perdono valore. Tutti dovremmo giocare secondo le stesse regole».

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