Bene Albiol, ma il Napoli deve capire se Maksimovic sarà il futuro

Il rinnovo del difensore spagnolo pospone la questione relativa alla sua eredità, garantendo un leader alla difesa azzurra. Ora, però, bisogna programmare il futuro.

Bene Albiol, ma il Napoli deve capire se Maksimovic sarà il futuro
Nikola Maksimovic (Hermann)

Una conferma necessaria

Raul Albiol che resta al Napoli è una buona notizia di mercato, innanzitutto. Il club di De Laurentiis e la squadra di Ancelotti, in questo modo, hanno fatto in modo di assecondare gli equilibri dell’organico attuale, nel nome della continuità, piuttosto che rivolgersi al calciomercato. Come ha scritto Massimiliano Gallo, «la cessione a sei milioni sarebbe stata infruttuosa». Soprattutto, sarebbe stato difficile trovare un calciatore alla portata del Napoli, soprattutto dal punto di vista dell’ingaggio, in grado di garantire il rendimento tecnico e l’affidabilità carismatica di Albiol.

Quello dei centrali difensivi è (era?) uno dei subreparti per cui il Napoli aveva deciso di mantenere una posizione d’attesa, sul mercato. L’evolversi della situazione ha portato al rinnovo del calciatore spagnolo, e al consolidamento degli uomini in rosa. Albiol-Koulibaly coppia di riferimento, Chiriches-Maksimovic come alternative. Tonelli, secondo gli ultimi rumors, sarebbe il candidato numero uno alla cessione. Con questa batteria, il Napoli non ha bisogno di andare a prendere un centrale di alto livello per potenziare il reparto. Si era parlato di David Luiz, ma l’acquisto di un calciatore così importante non avrebbe senso, al netto di un clamoroso ribaltone sul mercato per Koulibaly. In questo caso, l’attesa è stata di tipo conservativo, direttamente legata alle dinamiche del mercato.

Subito dopo, Massimiliano Gallo aggiunge: «L’errore è stato di non aver saputo far crescere in casa un suo sostituto. Maksimovic non ha compiuto il percorso che avrebbe dovuto compiere. E quindi ci siamo trovati nelle condizioni di offrire un triennale a un calciatore molto importante ma che comunque ha 33 anni».

La programmazione

È l’altro lato della medaglia, è il dark side potenziale di un’operazione che si imponeva, ma sulla quale ora bisogna riflettere. Perché il prossimo compito del Napoli e di Ancelotti sarà capire come sostituire Albiol, in virtù dei suoi 34 anni nel 2019, e del fatto che abbia l’ambizione legittima di tornare a Valencia, o comunque di cambiare aria, per l’ultimo contratto della carriera. Tentare il recupero psicofisico di Maksimovic alla causa azzurra sarà il primo passo, per una pura logica di mercato: l’investimento fatto due anni fa sul difensore serbo rischia di evaporare, non ha ancora dato esiti apprezzabili. Un nuovo corso tecnico potrebbe creare una dimensione più congeniale all’ex Torino, dal punto di vista tattico ed emotivo. Il gioco di Sarri non era aderente alle sue qualità, ora qualcosa potrebbe cambiare.

Il rinnovo di Albiol ha un significato di tipo pratico, strettamente tecnico. Ma ha anche un significato legato alla necessità di individuare un uomo-guida, in campo e fuori, che possa gestire la transizione difensiva e non del Napoli. La squadra vivrà una rifondazione tattica e del pensiero, che porterà a un nuovo modo di stare in campo e di concepire il turn over, anche per valorizzare profili esclusi dalla precedente gestione. Maksimovic sarà messo alla prova per capire se e come potrà ereditare lo slot di Albiol, se sarà in grado di farlo. Sarà proprio la presumibile alternanza con lo spagnolo, a dirlo. Nel caso l’esperimento fallisse, il rinnovo di Raul avrà solo posposto di un anno la ricerca del suo successore. Un modo per ritardare l’inevitabile confronto con le mancanze e/o l’esito (positivo e negativo) della necessaria programmazione.

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