Attenti, il caso Alvino dimostra che il gioco può sfuggire di mano

Brutto clima ieri al San Paolo, che sa di pregiudizio sanfedista. Qual è il modello alternativo delle curve e di chi inneggia alla rivoluzione?

Attenti, il caso Alvino dimostra che il gioco può sfuggire di mano
Photo Matteo Ciambelli

Non è stata piacevole la partita con il Torino

Che brutto il Colosseo. Quando ci stai, sugli spalti, sei costretto a prendere posizione. A girare pollice verso, a far giustiziare il gladiatore. Non è stata piacevole la partita con il Toro. È che il clima di violenza, di incomprensione, di rancori e pregiudizi all’improvviso è esploso.

Come la lampada di Aladin ecco che da quando la squadra ha mollato, ha perso con la Roma, non ha più strapazzato grandi e piccole, ecco da allora il popolo dei giustizieri si è rimesso in cammino, in mostra.

Uno può anche stare al gioco, inventarsi “Sarrismo e Rivoluzione”. È sempre stato un vizio delle classi dirigenti: prendersi gioco di sé salvo poi, creando attese e aspettative, non riuscire a frenare un treno in corsa, il popolo delle curve che mastica tutti i giorni illegalità e violenza.

Ed è così che il nostro Carlo Alvino, un dichiaratissimo tifosissimo del Napoli, vittima della fatwa juventina, è stato aggredito da un paio di loschi figuri della curva, perché magari troppo filo De Laurentis.

Sarri e De Laurentiis

Ecco, Sarri e De Laurentis. Due personalità forti. Una che si nutre del consenso e del sostegno del popolo. Solo che non siamo in una democrazia popolare e nonostante i Soviet – che qualcuno vagheggia per vezzo intellettuale e dichiarazione di fede politica e ideologica – siano morti e sepolti nella Russia della Rivoluzione dal millennio scorso, qualcuno pensa che l’applausometro garantisca il vitalizio.

L’altro che vive proprio di uno smisurato ego. Il suo Napoli prima ancora che di investimenti in giocatori, in centri sportivi e stadi, avrebbe bisogno di una riforma radicale che rompa le corazze protettive e faccia vivere la società del Napoli calcio in simbiosi con la città.

Pregiudizio sanfedista

Non è piacevole seguire la partita con il Toro mentre le curve sparano slogan e canti contro il presidente De Laurentiis. Sa tanto di pregiudizio sanfedista. Quale modello di società alternativa indicano le curve e quel popolo che inneggia alla Rivoluzione (con quel sindaco “Gigino la bandana” che fa finta di crederci)?

Vogliono defenestrare De Laurentiis (e sanno che è un obiettivo impossibile a meno che non sia lui a decidere di vendere o chiudere la società) e per fare cosa?

Maurizio Sarri è stato un grande. Potrebbe esserlo ancora. Ma bisognerebbe portarlo a immergere nel grande fiume dell’umiltà. Lui e il Presidente dovrebbero sedere a un tavolino e progettare il nuovo Napoli. Tanta strada è stata fatta. Se nessuno è disposto a pagare la clausola di 8 milioni di euro per “liberare” Sarri, ce ne faremo una ragione. Che il Comandante rimanga a guidare il nuovo Napoli può anche essere una soluzione eccellente.

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  1. Luciana Calienno 8 maggio 2018, 10:14

    Lei parla dei pregiudizi del “volgo”,ma non si accorge dei suoi che sono numerosi.Una serie di sentenze gratuite e confuse. 1 I tifosi che criticano adl sarebbero naturalmente tutti anche seguaci del sindaco( ti pareva) e accomunati dalla stessa ignoranza 2 I tifosi sono rivoluzionari da strapazzo o reazionari sanfedisti ? e nel secondo caso il rivoluzionario chi sarebbe, adl? 3 Lei pensa che prima di contestare qualcuno o qualcosa ,allo stadio o in altri campi, la gente debba sottoporre a lei “un progetto di società alternativa”? 4 Sarri,uno degli allenatori attualmente più quotati al mondo ha necessità “di nutrirsi del sostegno del popolo” ? Cosa le fa pensare che quello che lei chiama “Il popolo dei giustizieri” , se la squadra non mollava non avrebbe ugualmente e coerentemente criticato adl ? Visto che le sembrano così oscure, provo a suggerire le ragioni per le quali il risentimento della gente è assolutamente legittimo e logico .Nonostante i 66 milioni di utile,i 308 di fatturato, i 112 di liquidità,e i prossimi introiti champions, adl, poichè non ha nessuna intenzione di programmare un salto finale di qualità,ha annullato il concetto stesso di vittoria e cerca di convincere il “volgo” che il suo è un punto di vista evoluto che tutti dovrebbero condividere:la vittoria è stare in alto non arrivare primi.Questo ,alla lunga,nello sport e nel tifo,in tutti i posti del mondo, è contro natura, e dal punto di vista aziendale è parassitario.La gente è anche perfettamente consapevole che l’assenza totale di rischi di impresa e di prospettiva dipende dal fatto che il Napoli costituisce di fatto il garante finanziario del gruppo Filmauro . A questo quadro poi vanno aggiunte le esternazioni di adl, fuori luogo e fuori tempo, finalizzate sempre,come se tutti fossero dei fessi, alla disinformazione,al mettere le mani avanti, vantando propri meriti inesistenti, millantando programmi inesistenti e dando sempre colpe inesistenti agli altri (allenatore,sindaco tifosi ,mass media ecc.).Queste sono le ragioni,molto concrete, per le quali adl non è gradito e non si tratta affatto di pregiudizi (sanfedisti o di altro tipo). L’assenza di alternative a adl o il fatto di stare in alto in Italia,o il fatto che “15 anni fa stavamo nella m…a”,come finemente ci ricorda adl (ma ci stava anche la Filmauro) non obbligano la gente a bendarsi gli occhi,cucirsi la bocca e soprattutto non autorizzano nessuno a giudicare e ad assurgere a maestri di pensiero credendosi intellettualmente e snobisticamente superiore.

    • Raffaele Sannino 8 maggio 2018, 12:24

      Dopo l’ennisima sciorinata di cifre fasulle,il succo è sempre lo stesso:vogliamo vincere.Come se fosse un obbligo.Il genoa ha sette scudetti ,ma non ne vincerà più.Cosa dovrebbero fare i tifosi del grifone,rivolte di piazza?Ne avrebbero più titolo,vista la bacheca.Ci sono venti squadre in massima serie e solo una vince (ultimamente sempre la stessa).I tifosi di tutte le altre squadre non vincono,ma queste pretese si accampano solo a Napoli,in nome di non si sa quale superiorità.A Milano ,da ambo le sponde ,si sono rassegnati a non vincere.Nonostante l’arrivo dei temuti capitali cinesi.E sto parlando della capitale economica del paese.

  2. a parte che l’aggressione a Alvino con Sarrismo Gioia e Rivoluzione non c’appizza niente, ed è meschino da parte vostra fare l’accostamento (non che la cosa mi sorprenda, beninteso. voi quando vedete rosso fate come i tori). ma poi ‘sta battuta di Gigino la Bandana non ha mai fatto ridere, inventatevi qualche altra cosa. capisco non voler attenersi a un’idea di napoletanità che non vi appartiene, ma un po’ di creatività potreste comunque usarla.

    • ma quelli sono radical chic, votano per il PD pure se il PD è la lotamma

  3. Perdonate per un po’ la rabbia di chi si lamenta, quest’anno ci hanno rubato un sogno alla nostra portata e quasi raggiunto per un soffio a poche giornate dal termine…non tutti hanno la capacità di accettare questo triste sistema italiano e andare avanti, anzi…io per ora sono stupito della civiltà delle proteste di un popolo scippato platealmente in mondovisione (escluso l’episodio isolato di un paio di idioti che giocavano a Gomorra con Alvino e spero siano già in stato di fermo)

  4. amempiacujazz 7 maggio 2018, 15:29

    Chi vi scrive è uno dall’altra parte della barricata, quella non colorata. Se mi posso permettere il problema è stato identificare Sarri in un capo popolo. Lui non è Che Guevara ma un onesto proletario dedito al lavoro. Uno stachanovista d’altri tempi. Un gran Signore. Uno che meritava questo tricolore semplicemente perché ha sovvertito i crismi del rapporto peso/potenza.

  5. Vi leggo con gusto da anni, ma ‘sta diatriba con “Sarrismo, gioia e rivoluzione” è stucchevole se non addirittura delirante (come in questo articolo).

  6. Usare la categoria storica del “sanfedismo” in senso dispregiativo, come la usano gli intellettuali e gli accademici di regime, a partire da Benedetto Croce, è un brutto incidente culturale per un giornalista, soprattutto se meridionale.
    Ormai lo sanno anche le pietre della strada che i mali storici del Sud sono da addebitare alla borghesia intellettuale meridionale, liberale, trasformista e venduta, e non ai contadini e al sottoproletariato. Per inciso, informate anche Paolo Mieli e i suoi giannizzeri di “RAI Storia”, che continuano con assiduità sospetta a cantare il panegirico di Garibaldi, Mazzini e Cavour.

  7. ormai siamo diventati come loro..”l’importante è vincere”.

    • Mi sa che hai le idee un po’ confuse. Molti di quelli che sbeffeggiate seguivano il Napoli anche negli anni bui di Corbelli e Naldi, col resto dello stadio desolatamente vuoto. All’epoca quelli erano considerati gli stupidi che seguivano questa cafonata di sport. Ora che invece è finalmente in serie a, il Napoli è “avanguardia culturale”, quindi si può seguire in massa. Troppo comodo. Chi è che pensa di più ai risultati dunque?

      • Raffaele Sannino 7 maggio 2018, 21:58

        Hai fatto l’appello all’ingresso dello stadio per affermare con certezza:”Molti di quelli che sbeffeggiate seguivano il Napoli anche negli anni bui di Corbelli e Naldi, col resto dello stadio desolatamente vuoto”.Partendo da questo presupposto qualunquista,non puoi fare il gradasso con la chiosa finale.Usa argomentazioni più convincenti.

        • Prendo atto di essere una delle tue più grandi ossessioni… Non c’era neanche bisogno di fare l’appello in quegli anni, dato che uno dei record fu di 27 paganti. Di certo quelli non erano persone legate al risultato. Ma tu forse non te lo ricordi, magari preferivi il mare, o tifavi per qualche altra squadra. O vomitavi la tua solita bile per altri argomenti… sicuramente, anche in quei casi, da perfetto ignorante in materia.

          • Raffaele Sannino 8 maggio 2018, 16:58

            Ma sei capace di portare avanti una discussione senza passare da trivio?Ho fatto delle osservazioni legittime al tuo commento,senza offenderti.Se vieni a commentare qui, devi anche accettare opinioni diverse dalla tua.

          • Non con chi mi dà del gradasso, tantomeno con chi risponde con provocazioni e senza argomentare.
            Seriamente, non mi va di litigare… se vengo su questo sito, dove la linea editoriale e quella di gran parte dei commentatori è diversa dalla mia, è anche per confrontare i punti di vista. Anche perché a mio avviso, come ho più volte sottolineato, le due posizioni non sarebbero per niente inconciliabili. E infatti con gran parte dei commentatori dell’altra “fazione” mi piace avere discussioni costruttive. Che avrei volentieri anche con te, se ad ogni mia osservazione su AdL non partissi in quarta rispondendo (forse senza accorgertene) piccato ad ogni mio commento, come se io fossi uno di quelli che dal presidente vogliono a tutti i costi top player e trofei.

  8. Sergio Travi 7 maggio 2018, 11:33

    Mi scusi, ma legare, anche soltanto indirettamente, i farabutti che hanno aggredito Alvino con Sarri o con chi gioca col “Sarrismo” mi pare una forzatura, pure sgradevole.

    • Confondere volutamente dissenso e violenza… insomma, una pagina di puro berlusconismo applicato al Calcio Napoli. Fatto da giornalisti poi è ancora più preoccupante.

      • vabe’, Gianlù, ma che pretendi? questa a livello politico è la pagina sportiva del Mattino, salvo in alcuni casi

  9. Rivoluzione? Defenestrare De Laurentiis? Ma credete davvero a ciò che scrivete? E soprattutto… credete davvero che una frangia di ignoranti violenti possa nascere da una pagina ironica, o semplicemente vi conviene far passare questo pericoloso messaggio per fare di tutta l’erba un fascio di coloro i quali dissentono col vostro parere?
    Personalmente io – e come me tanti altri – sono grato a De Laurentiis per quanto ha fatto e sta facendo, ma semplicemente credo che manchi (e che in parte voglia mancare) nel fare quel passettino in più che ci renderebbe davvero competitivi. E per giustificare ciò fa leva – lui sì – sul senso di appartenenza territoriale di quella parte ignorante della tifoseria (“chi non viene al Napoli non ama Napoli!”; “certa stampa napoletana odia il Napoli!”). Posso dire ciò senza essere additato come quelli che gridano “pappó caccia e sord”?
    A questo punto, in base al vostro stesso ragionamento semplicistico, gli insulti a Politano dopo il suo gol a Sassuolo o la macchina incendiata a Malfitano da qualche squilibrato sarebbero colpa del presidente?

    • Avrà litigato con suo fratello, ministro della propaganda sarrista e quindi primo responsabile di queste ipotetiche derive. Questioni di famiglia, dunque.

  10. Lettura incomprensibile. Clima violento? Per quattro cori?
    Sarri dovrebbe farsi un bagno d’umiltà? Ma ha sentito o letto il postpartita di Napoli-Torino?
    Sarri é una persona estremamente umile e rispettosa. Nessuno ha obbligato il presidente a fare quelle dichiarazioni provocatoria alla viglilia del match. Forse senza volerlo, il prsidente ha chiesto al pubblico napoletano di schierarsi, tra lui e Sarri. E Napoli ha scelto Sarri.
    Cattivi maestri e clima d’odio, gli slogan tipici della reazione. Con la scusa delle BR, che erano funzionali al potere, hanno smantellato un intero stato sociale.

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