Corsera: De Laurentiis-Sarri, il tecnico prende tempo. Dipende dalla clausola

L’incontro ha segnato un passo verso la riconciliazione, ma non ha cancellato tutte le perplessità. Il presidente vorrebbe una gestione diversa della rosa, il tecnico aspetta un’occasione.

Corsera: De Laurentiis-Sarri, il tecnico prende tempo. Dipende dalla clausola

Tre indizi

Il pezzo del Corriere della Sera sull’incontro De Laurentiis-Sarri inizia con i famosi tre indizi che, in teoria fanno una prova. Leggiamo: «L’incontro, il chiarimento, i sorrisi. Ma i due personaggi in questione restano imprevedibili. E per ora ancora sfuggono all’ufficialità che il matrimonio, nel nome del Napoli, possa continuare».

Il quotidiano milanese ne fa una questione di ragion di stato: «Ne esiste una che può tenere insieme il sodalizio, è la clausola di 8 milioni che “lega” l’allenatore al suo contratto e induce il presidente a non cambiare rotta in maniera troppo disinvolta. E, allora, l’incontro di ieri a colazione ha sortito l’unico ma importante effetto della distensione dei rapporti tra i due».

Riflessioni da maturare

Quindi, rispetto all’ottimismo sperticato fatto filtrare ieri dai media, l’incontro De Laurentiis-Sarri è stato più che altro interlocutorio. Per il Corsera, le riflessioni sono «ancora da maturare». E si tratta di valutazioni strategiche, dato che per l’eventuale contratto ci sarà tempo, «anche breve». L’offerta del club è ormai conosciuta, ingaggio raddoppiato da 3 milioni più uno di bonus.

Ma poi, ecco altre condizioni: «Gestione più elastica della rosa a disposizione, l’impegno nelle competizioni europee. Il presidente tiene alla valorizzazione di tutti i giocatori in organico e non vuole trovarsi più spiazzato di fronte a casi come quello di Maksimovic, pagato 26 milioni, e mandato poi all’estero a giocare. Quindi, maggiore convergenza sul mercato: i calciatori nuovi che arriveranno dovranno essere di gradimento assoluto e quindi utilizzati. Tutti».

L’altro mercato

C’è poi anche l’altro discorso sul mercato, quello in uscita. Leggiamo: «Va fatto qualche sacrificio, proprio per fare cassa e immaginare di puntellare ulteriormente la rosa in maniera competitiva».

Insomma, si tratta. Stasera nuovo incontro alla cena sociale, ma «il passo avanti verso la riconciliazione è stato fatto ma l’allenatore ha chiesto ancora tempo. La domanda è lecita: perché non ha sciolto la riserva? Probabilmente è confuso, ha energie e motivazioni al lumicino e fino alla scadenza della clausola (la ragione di Stato) aspetta di capire se c’è una possibilità da un’altra parte. Che sia Inghilterra, Francia o Russia. O magari un improvviso interesse in Italia. De Laurentiis glielo ha concesso, e non poteva fare diversamente, ma non ha abbandonato i suoi piani alternativi». Che fanno riferimento al primo obiettivo, Carlo Ancelotti. La partita De Laurentiis-Sarri è ancora aperta.

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  1. Non si capisce perché i media continuino con questa storia della “clausola”, che peraltro pare che scada il 22 maggio. Supponiamo che il Chelsea faccia un’offerta sia economica che tecnica che Sarri giudica ottima per lui, però che non voglia pagare la “clausola”.
    E allora? Cosa fa De Laurentiis, si tiene un allenatore che oggi lavora 18 ore al giorno e cura ogni particolare in maniera maniacale e domani fa il minimo indispensabile e controvoglia?
    O ci sono programmi e obiettivi comuni e una volontà comune oppure la “clausola” non serve a niente.
    Come sempre i lettori sono trattati come dei bambini di 9 anni, pure un pelino ritardati.
    La maestra De Laurentiis mette in castigo il cattivo scolaretto Sarri.

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