Come gioca Rui Patricio: un portiere diverso da Reina

Profilo tecnico, tattico e statistico di Rui Patricio, candidato numero uno all’eredità di Reina: le differenze con Pepe, la normalità di un portiere classico, ma di buona affidabilità.

Come gioca Rui Patricio: un portiere diverso da Reina

Un portiere-portiere

Fino a qualche settimana fa, la presenza di Maurizio Sarri in panchina ci portava a considerare il futuro portiere del Napoli come un erede tout court di Pepe Reina. Ovvero: un giocatore di movimento, una pedina del sistema di gioco che facesse l’estremo difensore. Ora che Sarri non sarà più l’allenatore del Napoli, la situazione cambia. E quindi l’idea che il Napoli possa acquistare un portiere-portiere, ovvero un modo per dire un portiere-prima-di-tutto può essere cancellata dall’elenco delle incompatibilità da evitare. Ecco. Rui Patricio gioca in questo modo qui.

Ovviamente abbiamo banalizzato il concetto, ma è un punto di partenza che ora svilupperemo su più parti. Intanto, cominciamo con un profilo anagrafico: Rui Patricio, ovvero Rui Pedro dos Santos Patrícioha compiuto trent’anni a febbraio scorso ed ha giocato una carriera intera nello Sporting Lisbona. Ha indossato solo un’altra maglia, quella della nazionale portoghese. È alto 189 centimetri, e pesa 86 kg (fonte Wikipedia).

Anche questo è un dato significativo. Rui Patricio non è un portiere molto muscolare, ha una figura più filiforme rispetto a Reina, è meno “pesante” negli interventi, percettibilmente più agile, e forse per questo anche meno spettacolare.

Essenzialità

Basta guardare uno dei suoi video per comprendere quanto sia ampia, e importante, questa differenza. Rui Patricio, a differenza del suo predecessore a Napoli, non ha la necessità di spostarsi e anticipare l’intervento per raggiungere in tempo il pallone. Riesce a muoversi in maniera più fluida rispetto a Reina (certo, parliamo del Pepe “ultima versione”), quindi tende a occupare prima lo spazio e poi a cercare il pallone.

Per dirla facilmente: la sua costituzione fisica gli permette di essere più essenziale, meno esplosivo ma decisamente più continuo. Certo, l’errore non è scongiurato, ma ha una frequenza più bassa, perché il suo gioco tende ad abbassare i rischi: contro il Maritimo, nel match decisivo per la Champions League persa dallo Sporting, Rui Patricio ha sbagliato completamente l’impatto con il pallone, non ha calcolato male la traiettoria o si è fatto trovare in posizione errata. Sotto, vediamo l’immagine che chiarisce un po’ il suo modo di fare il portiere, anche in un momento negativo.

Numeri

Al di là delle singole prestazioni negative, che fanno parte della carriera di tutti i calciatori, Rui Patricio resta un portiere affidabile. Questioni di numeri: in una sola stagione delle ultime dieci da titolare nello Sporting, solo una volta il numero di gol subiti è stato più alto delle partite giocate in Primeira Liga; dal post-Sudafrica 2010 difende la porta della Seleçao, ha attraversato due gestioni tecniche (Paulo Bento e Fernando Santos) senza perdere i galloni da titolare; conta 93 presenze tra Europa League e Champions League, con 117 gol al passivo (ricordiamo che parliamo dello Sporting, terza forza del Portogallo ma lontana dall’élite continentale).

Le statistiche stagionali sono positive, e confermano le impressioni positive sul suo rendimento, oltreché il suo “corredo genetico” da portiere. Conta 2,36 interventi per match e una media di un gol concesso ogni 3,69 interventi. Lo stesso dato, per Reina, scende a 2.09. Infine, la distribuzione: rispetto a Reina (83% di appoggi riusciti) siamo su percentuali sensibilmente più basse (76%). Stessa cosa per la distanza media nei passaggi (30 metri per Pepe, 36 metri per Rui Patricio).

Conclusioni

Ci troviamo di fronte ad un cambio di rotta tattico, quindi è giusto pensare ad un portiere diverso. Immaginare una difesa meno ossessiva nell’applicazione dei principi di Sarri non vuol dire difendere a 15 metri dalla porta; quindi servirà che Rui Patricio gestisca bene uno spazio abbastanza ampio alle spalle della linea. Dovrà adattarsi da questo punto di vista, ma per il resto il profilo è assolutamente affidabile, data anche la buona tempestività sulle uscite basse e alte.

Rui Patricio rappresenta un investimento importante per il Napoli, un portiere di respiro internazionale alla prima occasione di imporsi lontano dall’ovile-Sporting. Tra i profili realistici per il Napoli, rappresenta forse la soluzione più affidabile. L’investimento di circa 18 milioni di euro è commisurato all’età e al valore tecnico e prospettico del trasferimento; forse Leno si sarebbe fatto preferire da questo punto di vista, ma parliamo di un numero uno con caratteristiche molto diverse, e con un bagaglio esperienziale più scarno. Secondo i media portoghesi, manca poco alla definizione dell’affare, che le due parti hanno voluto chiudere prima dei Mondiali per evitare infortuni e/o sovraesposizioni che modificassero la situazione. Dal punto di vista del Napoli, anche questo è un buon segno.

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  1. Ma solo a me convince di più Leno?

  2. dino ricciardi 31 maggio 2018, 7:44

    Perin non piaceva a Sarri ..e vabbè
    ma pare che non piace nemmeno ad Ancelotti.
    Ma che ha sto ragazzo che non va?
    L’unica cosa che mi viene da pensare e che non si fidano delle sue ginocchia.

  3. Mario Cutolo 31 maggio 2018, 6:39

    Sicuramente e` piu` affidabile di Reina, e mi piace la sua scelta di tempo nelle uscite a terra nell’uno contro uno.

  4. Vincenzo Sgandurra 30 maggio 2018, 21:17

    La famosa scuola portoghese….

  5. Non ha molta importanza “lo stile”.
    Per giocare meglio di Reina, che è stato tra gli ultimi 3 portieri stabilmente nei tre ultimi Campionati, non ci vuole molto.

    P.S. Le “statistiche” sono perfino incommentabili.
    Non ce ne è una che abbia un senso.
    Normale.

  6. giancarlo percuoco 30 maggio 2018, 18:58

    e quella estate magica
    prendemmo Rui Patricio
    il portiere più splendido
    di tutto il litorale domizio.

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