Sarri: «Con la Juve non cambieremo la nostra filosofia di gioco»

Maurizio Sarri al termine di Napoli-Udinese. A Torino Milik o Mertens? Deciderò dopo l’allenamento di domenica.
Vincere a Torino è difficile come lo è contro il City a Londra, il Psg a Parigi e il Real a Madrid

Sarri: «Con la Juve non cambieremo la nostra filosofia di gioco»

L’allenatore del Napoli Maurizio Sarri ai microfoni di Mediaset Sport:

Una festa che non smette. Il campionato è riaperto?

«A noi interessava vincere questa partita. Abbiamo approcciato benissimo, poi abbiamo avuto 10 minuti di vuoto. All’inizio del secondo tempo di nuovo un vuoto. Poi abbiamo fatto un finale di livello straordinario. Sono dispiaciuto perché abbiamo concesso troppo, ma sono contento perché ho visto la squadra giocare come sa»

Andrete e Torino per dimostrare che siete una squadra con gli attributi?

«La nostra è una squadra che per filosofia cerca di fare il suo gioco sempre e comunque e cercheremo di farlo anche lì. E’ palesemente difficile giocare contro la Juve che è forse la squadra più completa d’Europa nella sua totalità. Però non cambieremo filosofia»

Che differenze di gioco ci sono tra Milik e Mertens?

«Noi come sviluppi andiamo sugli stessi principi. Poi chiaramente con Milik si cerca molto di più la palla dentro perché sulle palle veloci Milik è pericolosissimo. Invece si cerca ad andare sull’uno-due con Mertens. Ma tecnicamente sono due giocatori di alto livello»

Più fiducioso per quello che hai visto di positivo o preoccupato per le mancanze?

«Noi solitamente nei momenti di passività difensiva li abbiamo raramente meglio se è successo stasera. Ultimamente abbiamo avuto grande solidità difensiva. Spero sia stato occasionale. La squadra sa benissimo che nella prossima partita tutto è fondamentale»

Quanto è difficile andare a vincere?

«Penso che ci sono 5 partite da fare e limitare tutto allo scontro diretto è riduttivo. E’ difficile come andare  a giocare a Torino come lo è contro il City a Manchester, il Psg a Parigi e il Real a Madrid»

A Torino Milik o Mertens?

«Solo dopo l’allenamento di domenica mattina potrò rispondere. Valutare ora come starà milik è difficile, è la prima volta che gioca così da 7 mesi»

 

 

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  1. confy1926 fnsempre 19 aprile 2018, 8:28

    Caro mister in certe partite tipo quella al diavolo la filosofia di gioco, conta vincere e basta.

  2. Io la partita di domenica la leggo così. Il Napoli deve segnare un gol di più della Juve, che credo possa fare gol a una difesa debole e vulnerabile come quella del Napoli. O per miracolo ci vorrà una gran difesa o ci vogliono però prodezze singole del tipo di quella di Insigne ieri, e non vedo chi a parte lui le possa fare ora come ora. Milik può giocare 45’ e sembra che non ci sia sinché la mette dentro nel modo apparentemente più naturale facendosi trovare nel posto giusto al momento giusto: non è da poco. Ha il senso spiccato del gol. Ieri ha avuto a disposizione più o meno la stessa palla gol del Milan, solo che c’era a parare Bizzarri e non Donnarumma. Insigne che ha almeno il merito di tirare quattro o cinque volte e anche più per partita in una squadra che non tira mai o tira poco da fuori. Difesa colabrodo o quasi quella del Napoli, che prende recentemente dei gol ingenui e balordi e non di quelli su cui non c’è nulla da addebitare alla difesa perché sono imparabili. I due terzini, bravini come propulsori ma mediocri come marcatori, si fanno spesso sfuggire le ali avversarie le quali, anche circondate da tre marcatori, vengono fatte crossare (ma quel Perica, che pericolo!); inoltre Koulibaly è imbattibile nel fermare il giocatore avversario sul lancio lungo, ma come marcatore a uomo e da fermo in area, e sullo scatto breve, viene lasciato spesse volte sul posto: è una locomotiva cui sono necessari quei cinque metri per sviluppare velocità. Di testa Koulibaly è poi addirittura una frana nonostante l’altezza, e salta spesso fuori tempo. I calci piazzati, i corner e i passaggi filtranti trasversali sono, non da ieri, un supplizio per la difesa del Napoli. Pare strano, per chiudere, ma le squadre del fondo classifica in partite interne, con stadi zeppi e pubblico vociante, impostando partita di arrembaggio mettono in difficoltà le grandi a questo punto del campionato. Ovvio che se spendi tutte le energie mentali ed agonistiche residue contro Crotone e Udinese non te ne rimangono più per lo scontro diretto al vertice. In altre parole, comunque vada domenica, per Juve e Napoli saranno più insidiose di qui alla fine le partite facili contro le squadre di periferia o quelle che ormai non hanno più nulla da chiedere al campionato.

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