Carpentieri ai ragazzi “Cuoredinapoli”: «Esigete la disciplina»

Alla proiezione del corto La fine del mondo, Renato Carpentieri ringrazia i giovani, ma li ammonisce di pretendere disciplina oltre che creatività

Carpentieri ai ragazzi “Cuoredinapoli”: «Esigete la disciplina»

“La fine del mondo”, una frase che può essere letta in modi diversi. Napoli è la fine del mondo, o meglio “a fine d’o munno”, nel cortometraggio realizzato dai ragazzi dell’Accademia di Belle Arti e presentato ieri al cinema Modernissimo nel corso dell’evento #CUOREDINAPOLI, che in questi giorni si svolge ai Quartieri Spagnoli.

Forse è una lettura di Napoli forse un po’ semplice – come ha detto al termine della proiezione Franz Iandolo, coordinatore del corso di Nuove Tecnologie dell’Arte all’Accademia di Belle Arti – ma bisogna ricordare che è il frutto di uno studio e lavoro di giovani. Rappresenta il loro modo di vedere e raccontare Napoli.

 

Una Napoli che è come una cozza, ha due valve, il bene e il male e ciascuno di noi porta dentro il buono e il malamente e perché ognuno di noi ha sicuramente buttato almeno una volta una carta a terra.

«Va guardato come un pezzo di una scultura che si sta costruendo nei quartieri spagnoli – ha continuato Iandolo – Siamo una scuola che forma artisti però abbiamo prima di tutto l’obbligo di formare donne e uomini che sappiamo cosa è un territorio comune per questa ragione prima di tutto cerchiamo di formare i ragazzi non all’interno dei laboratori dove le cose sono semplici ma per strada dove succedono cose e ci sono spigoli»

Questo è il senso di #CUOREDINAPOLI, creare un’opera d’arte che si compone e vive di relazioni nell’intricato tessuto storico-artistico delle città, un progetto complesso ed articolato che i ragazzi stanno portando aventi e che culminerà con la serata del 21 aprile.

Renato Carpentieri e la disciplina

Dopo l’intervento del presidente dell’Accademia di Belle Arti Giulio Baffi che ha proclamato il suo amore per Napoli e per i ragazzi che studiano all’accademia, ha preso la parola Renato Carpentieri, che è stato la voce narrante del cortometraggio. L’attore da poco premiato ai David di Donatello ha subito ringraziato dell’opportunità che il corto gli ha offerto di riconciliarsi con Napoli e con le sue contraddizioni. Ha elogiato i ragazzi e si è detto piacevolmente sorpreso di vedere tanti giovani alla proiezione. Ma gli ha anche ammoniti «Dovete pretendere spazi e stimoli per la creatività, ma anche la disciplina. Quello che avete fatto è bellissimo, ci sarò anche io ai quartieri spagnoli, però state attenti. Istruirsi e educarsi alla creatività è fondamentale, ma la disciplina lo è altrettanto. Perché quando non sarete più studenti ma artisti fuori la dovrete pretendere anche per il vostro lavoro»

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