A dieci anni giocavo col Super Santos e facevo il telecronista: «Krol, gooool»

Un giorno all’improvviso, mio nonno mi chiese: «Ti piace il Napoli?» e io risposi di sì. «Allora sei uguale a tuo padre»

A dieci anni giocavo col Super Santos e facevo il telecronista: «Krol, gooool»

Col Super Santos davanti al cancello

Italia. Molise. Venafro. Casa di mio nonno. Esterno giorno. 1980. Due ragazzini si rincorrono davanti al cancello di ferro che delimita il confine invalicabile dell’abitazione. Uno dei due sono io, quello col supersantos tra i piedi.
L’altro è il mio fratellino.
Il cancello è la porta avversaria.
Nessuno può fermarmi. Corro e parlo.
Faccio il giocatore e pure il telecronista:
 “Ecco Krol… gool!”. Sintetico.

Chi è Krol?

 Mio nonno sorride, e mi domanda:
 “Ma chi è Krol?”
“Un calciatore del Napoli”.
“In che ruolo gioca?”
“Fa il libero”.
Io ho solo sei anni e non ho idea di cosa faccia un libero ma immagino che faccia tutto ciò che vuole. Anch’io voglio essere libero e fare tutto ciò che voglio.
“Ti piace il Napoli?” – Mi chiede il nonno.
In realtà non ci avevo mai pensato.
Ci penso. In effetti, sì,
“mi piace il Napoli”.
“Allora sei uguale a tuo padre”.

Il tulipano azzurro

Mio padre ha gli occhi azzurri e fa il tifo per il Napoli da sempre. Il tifo mi fa pensare a qualche malattia, e nel caso di mio padre è proprio così.
Io non ho gli occhi azzurri ma sono uguale a lui. Probabilmente anch’io sono tifoso del Napoli da sempre, ma solo adesso me ne sto rendendo conto.
Rudi, il tulipano azzurro, è il mio primo idolo. E non sarà l’ultimo.
1980. Chiudo gli occhi.
Apro gli occhi.
2018. Forza Napoli!
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