Un signore davanti a me si tolse la scarpa e la lanciò verso Pellegrini

Era uno scialbo Napoli-Perugia, papà mi sistemo sulla sbarra (oggi non ci sono più) altrimenti non avrei visto niente. E quel gesto mi illuminò

Un signore davanti a me si tolse la scarpa e la lanciò verso Pellegrini
Claudio Pellegrini in maglia azzurra

di Fabrizio Patanè

Un giorno all’improvviso? No. Nessun evento particolare. Banale e scontato dire che tifoso ci sono nato ma d’altra parte non ho ricordi di un qualche specifico episodio che mi abbia portato alla “malattia”. Tutto semplice. Naturale. Istintivo. Come può essere il primo respiro per un neonato, i primi passi. Come lo è per gli uccelli provare a volare e sfruttare i venti o per un gatto arrampicarsi. Immagini in bianco e nero su un vecchio Indesit. Un eurogol di Filippi, Savoldi e la coppola di Mattolini. La rete di protezione anti lanci sotto i distinti, dove una volta c’era l’ingresso agli spogliatoi. E poi le prime trasmissioni di Canale 21 e Telenapoli.

E la prima partita al San Paolo, uno scialbo Napoli-Perugia con Vinicio in panchina, a sei anni, con mio zio, che mi fece sedere sulla sbarra di metallo perché era l’unico modo per riuscire a vedere qualcosa. Partita scialba come detto, con pareggio di Speggiorin finché…finché all’ennesimo gol divorato da Pellegrini, un tale davanti a me si tolse una scarpa e per la rabbia la gettò in  campo. Ecco. Se dovessi dire, a questo punto, se c’è stato “un giorno all’improvviso”, quello potrebbe esserlo stato. Quel gesto, il lanciare la scarpa, che nel mondo arabo rappresenta il massimo disprezzo verso un uomo, mi si stampò nella mente illuminandomi. Non sono mai giunto ad emulare quel gesto, se non altro per non tornare a casa scalzo, ma la “malattia” porta indubbiamente con sé tutti i segni della follia. Non fu la “poca favilla che gran fiamma seconda”, ché tanto il fuoco già ardeva, ma la piena presa di coscienza di cosa significava, e avrebbe significato, soffrire di quella “malattia” incurabile.

Raccontate al Napolista il giorno all’improvviso in cui vi siete innamorati del Napoli, scrivete a redazione@ilnapolista.it 

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